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ricchezze di Dio sono per chi si dona nell'amore. Ogni giorno. La tua domanda all'uomo della folla è corretta, Gesù, e dovremo sempre tenerla presente: « O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi? ». Tu sei il re, lo sposo, l'amico, ma non sei chi governa le difficoltà umane e le nostre tentazioni diaboliche di sapere benissimo cose è bene e cosa è male per me e, sopratutto, per altre persone umane e creature viventi attorno a me, per cui ci sono conflitti che hanno bisogno di mediatori. Tu non sei mediatore di nulla, sei solo la strada che ci porta il cuore di Dio e davanti al Suo Volto, la verità che ci guida su come questa strada va percorsa e con chi, le vita che ci serve per percorrerla insieme, donandoci e donandoti. Tu cammini con noi, aiutando tutte le nostre libertà nei nostri amarci e amare. Per questo dobbiamo ascoltarti, per poter amare. Lc 12,13-21 " Uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità»...

La domanda

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più semplice. Brano famoso, Gesù, diventato proverbio per descrivere l'incruento, non pericoloso, atteggiamento di fondo di chi ti segue verso il Cesare di turno alle seggiole del potere umano. Sembra che ci possiamo mettere d'accordo con Cesare: gli lasciamo il potere e ci teniamo il nostro sangue e la nostra carne, che a Cesare non servono. Ma Cesare vuole i nostri corpi e tu ci insegni, con tutta la tua vita e la tua parola, che solo il sangue e la carne servono, perché sangue e carne sono vita di chi dona (versa?) questo sangue e questa carne per chi ne ha urgenza, per chi è in "povertà, piccolezza, bisogno"; tu ci dici che solo così viviamo davvero, in questa vita e nella vita di Dio, mentre Dio abita la nostra vita. Ascoltiamo la tua voce che ci fa domande. Mt 22,15-21 " I  farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.  Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sa...

Riconoscere

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di saper amare significa sapersi abili all'amore che ci ferisce. Amare è la realtà di portare in se stesse, in se stessi, nelle nostre carni, sempre e ogni giorno, l'umile orgoglio di sapere la propria vita segnata, irreparabilmente e felicemente ferita, da una presenza amante, da questa presenza che mi segna e dona la vita, ogni giorno. Questo vale verso gli esseri viventi tra cui siamo e viviamo, e verso gli esseri umani in particolare. Ma quanto, allora, più deve valere per te, Gesù Signore, D** altissimo incarnato nelle nostre fragilità e potenze, Amico e Sposo amante! Ascoltiamo la tua voce che ci fa amore. Lc 12,8-12 « Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.  Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.  Quando vi porteranno ...

Amare è

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sempre una scelta pubblica, si ama davanti a tutti, liberamente. Solo quando è così ogni amare è amore di Dio, altrimenti è lievito di menzogna e di arbitrio. Se un amore deve nascondersi c'è sempre un lievito di ipocrisia che inquina tutto e impedisce l'amore. Ma come si può amare e, così, gridare il nostro amore dalle terrazze? Si può, se si ha fiducia in D** che è amore attivo, che ama sempre e con abbondanza infinita, che ci ama una a uno, nelle nostre sorellanze e fraternità, nelle nostre amicizie, nelle nostre identità e differenze, che ci ama nelle nostre ferite, nelle nostre difficoltà, anche nei nostri peccati. D** che ha preso la nostra carne per amarci meglio e si è fatto essere vivente e umano, si è fatto te, Gesù di Nàzareth, figlio di Maria di Nàzareth e Figlio di D**, concepito, cresciuto, partorito, vissuto tra noi come figlio d'uomo, nato da donna, e Figlio di Dio, relazione amante  generata nell'Eterno, e vissuto tra noi per donarci tutto l'amore c...

La verità

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per amare è il sapore della presenza di D**, la Sua Carne vivente tra noi. Gesù, tu ci insegni ad amare nella verità, cioè nella consapevolezza di quello che succede a noi, a chi è vissuto prima di noi e ci consente di vivere come noi viviamo  oggi  e a chi vivrà dopo di noi e vive già in Dio nei doni e nelle eredità che noi gli stiamo dando. Tu sai che la nostra verità è solo la Presenza Amante, quel Dio tra noi che sei tu e lo Spirito Santo, la tua Eucaristia e preghiera d'amore, le tue Comunioni e comunità tra noi: ciò che vive e resta nel gusto di Dio per lo Spirito che si fa carne in noi e ne sceglie, ogni volta, le dimensioni e le forme. È la verità dell'amore: Dio è in tutte le cose ed esperienze che si dona e ci dona, che ci crea, sempre nuovo e sempre antico, ogni giorno di vita sulla Terra. Ascoltiamo Luca che ci racconta te. Lc 11,47-54 " Il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimonia...

Ciò che serve

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Ciò che serve è D**, l'Immensità Amante. Ciò che ci serve è amare con la tua libertà, Gesù di Nàzareth, Cristo di Dio e Suo Figlio, Messia e re di Israele, Signore della Storia, Parola di D**, amico, fratello, sposo, amante, l'Innamorato delle mie povertà. Allora, ascoltarti con umiltà e silenzio, per e in tutto quello che possiamo, è quell'amare quotidiano che ci fa vivere e produce vita. Perché solo tu doni la vita, Gesù. Lc 11,42-46 " I l Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».  Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a vo...

Il cuore

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e il rito, la parte intima e la forma pubblica, l'amare e la liturgia, l'interno e l'esterno: in questa relazione di fuoco tu che cosa ci chiedi, Gesù? Ti sente parlare e ti invita a pranzo. Nel vangelo di Luca la relazione è, quasi, di causa ed effetto. Ma ci sta, perché tu dovevi essere pieno di vita e di forza della vita in tutta la tua parola. Eri pieno di sfide e di promesse, e stavi in giro con il tuo gruppo di amiche e amici. Invitarti a mangiare e a riposarvi era una cosa bella, per voi e per chi vi ospitava. Così c'era anche la speranza che la tua parola continuasse a spargersi e lasciarsi seminare anche dalla casa che ti e vi ospitava. Ma tu sei pieno di sorprese e di amore, Gesù, e di ogni forma di amore, anche di quelle più dure. Ascoltiamo la tua voce e la tua presenza. Lc 11,37-41 " M entre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranz...