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Il tuo segno nella storia

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è la Parola che vive nonostante il potere politico di Roma.


La "Cattedra di san Pietro" è la sua evangelizzazione di Roma, città pagana, cuore imperialista e corrotto, e corruttore, di uno spietato potere politico che aveva oppresso e stava opprimendo non solo il popolo ebraico, ma sopratutto tutti i miti e i poveri.
Eppure Pietro va lì e la evangelizza e ci muore martire, con Paolo.
Allora Roma cristiana diventa il tuo segno nella storia?
No, sono convinto di no. 
Ma bisogna ascoltarti, Gesù, prima e oltre le troppe parole che usiamo.

Mt 16,13-19
"Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno …

CI mettiamo dietro a te, Gesù,

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perchè pensiamo come umani e non  come Dio.

Occorre libertà di cuore per capire questo tuo rimprovero a Pietro, a ciascuna e ciascuno di noi.
«Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Non ci condanni, prendi atto e sai che continueremo a pensare come satana, e non come Dio.
Ma, sapendolo, ci chiedi di seguirti. Così ci scegli e ci accetti, sapendo che siamo noi l'origine del male e che da noi nasce, ogni giorno, l'inferno. 
Ma sapendo che tu sei la cura.

Allora è seguendoti, umilmente e a testa bassa, umiliate e umiliati nei nostri orgogli e superbie, allora è così, quando siamo senza più proprietà, e neanche della nostra vita e anima, che diventiamo altoparlanti della tua voce, canalette scavate dal tuo amore in cui passa l'acqua di Dio.
Ascoltarti, allora, è il piacere più grande. L'amore più erotico e intimo.

Mc 8,27-33
"Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i s…

La fatica di farci vedere

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il lavoro di amare.


 La tua fatica, Gesù, è farci vedere, oltre le nostre pigrizie, oltre le nostre cecità, oltre i nostri pudori ipocriti nell'amare e nell'amarti.
Seguirti è ascoltare le tue mani che ci guariscono e ci rendono capaci di vedere gli altri umani "uguali a noi" e non come cose. Ascoltiamoti.

Mc 8,22-26
"Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».".

Spesso, Signore, devi fare due volte la stessa azione di liberazione, perché siamo affezionati …

La semplice bontà di tutti i cibi di Dio

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e le perfidie del lievito dei satana.


Gesù, ci sfidi a fidarci di te e dell'Amore Dio di cui ti dichiari (e sei!) Figlio ed Erede.
Ci inviti, sopratutto, a diffidare del lievito dei vari satana con cui abbiamo a che fare ogni giorno, siano essi "persone per bene", come i farisei, o "persone per male", come Erode padre e figlio.
Ma nonostante te e la tua Parola noi continuiamo a pensare innanzitutto al pane e solo dopo, spesso molto dopo, all'amore.
Ascoltiamoti, Gesù, perché sei tu l'unica vera fame che ci mette in ricerca, la sola vera sete che ci rende inquieti.


 Mc 8,14-21
"I discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Av…

L'unico segno di Dio è

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amare e amarci,
e non abbiamo altri segni di Dio, Gesù.

Questo tuo Vangelo risuona subito, Sposo. Se amo non ho bisogno di segni, e se chiedo segni non amo.
Ascoltiamoti.

Mc 8,11-13
"Vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva".


Vogliamo sempre mettere alla prova Dio, vedere se è davvero Dio, o se è veramente buono come dicono.
Per questo la tua risposta è definitiva.

«Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».

"αὕτηγενεὰ", questa generazione, questa stirpe, questa famiglia di umani.
Dovremo sentire il tuo sospiro ("

sospirò profondamente", ma è un lamento del cuore, e non un semplice respiro) ogni giorno della nostra vita, o…

La tua Parola non è una promessa

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ma Vita che vive nella forza d'amore che vince.

Gesù, questa tua Parola, così famosa. 
Il tuo "programma di governo", la tua azione di Re, la promessa che si realizzerà nell'Amore Eterno che è Dio e Padre, Genitore.
Eppure no.
Mi ha sempre irritato, senza saper bene perché, la descrizione della tua vita e Parola come "utopia".
La tua Parola, cioè la tua vita, Gesù, sono due luoghi ben precisi, uno che rimanda all'altro. 
Sono la nostra intimità di umani - ovvero la nostra "coscienza infinita" raccolta nel cerchio di questo corpo di carne finito e in conclusione - e la Vita d'amore di Dio con tutte le vite che lo amano e "ne fanno parte". 
Il regno di Dio, il regno dei cieli di cui sei il Re, Sposo Signore, è la sempre migliore unione e unità di questi due luoghi. Uno anche nel tempo, l'altro solo nell'Eterno.
Se è così, Sposo Amico, provo ad ascoltarti con le mie orecchie da bambino.


Lc 6,17.20-26
"Gesù, disceso con i Dodici…

I nostri pani

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e le tue divisioni, Signore Gesù.
"Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».[...] Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla".


La tua matematica ci sembra strana, invece è sempre molto esatta e sa quello che fa.
Se vuoi moltiplicare devi dividere. Devi spezzare.
Le cose e le vite che restano unite sono morte, come un pane compatto che nessuno mangia e si indurisce e secca e non è più buono.
Solo ciò che si spezza e si divide si moltiplica e si fa vita. Ascoltiamoti.

Mc 8,1-10
"Poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò…