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Il digiuno di Dio

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e i bellissimi otri nuovi del Suo amore, ripieni di uno stupendo vino nuovo.
Dio digiuna?
L'Altissimo Eterno Amore, innamorato di me, digiuna?
Ovviamente no, non mangia, quindi non digiuna. Ma ci sono digiuni più difficili del digiuno del cibo, ci sono, per esempio e non un esempio, i digiuni d'amore. Ci sono carestie d'amore, fami e seti d'amore che sono quasi peggiori di ogni fame e sete di cibo e acqua. Quasi peggiori perché con la fame di cibo e con la sete d'acqua moriamo e si vede, con la fame e sete d'amore moriamo lo stesso, in modo peggiore, e non si vede. Ma tu, Gesù Sposo, ci aiuti con la tua parola e il tuo esempio. Allora ascoltiamo la tua voce in silenzio, con il cuore affamato e assetato di te. Mc 2,18-22
"I discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare …

Settanta. Preghiera in forma di canzone

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Settanta (Cagliari, notte tra il 18 e il 19 Gennaio 2020)
Sentire il gusto dei tempi di corsa negli spazi lenti, che ora sfoglio con fatica, confusi dagli svelti lampi del mio arcangelo che suona acri e dolci sinfonie nelle mie linee di gronda affollate di rondini.
Sapere il gusto di sapermi animale, incarnato in pecora, capra, vacca, asina, toro,agnello,
maschio, entro l’anno, senza difetti, innocente di ogni lavoro, di ogni frutto, di ogni vita di maschio, pronto a morire e farsi cibo per il bene umano, per il bene della vita del branco.
Giocare alla vita con te,fino alla fine, senza timore
né di vivere né di morire e sentire l’affilato sapore di starci che mi taglia il cuore,
senza più paura di perdere e di andare, di abbandonarmi a quel sole che scalda il sangue e sempre, (per te e con te, Amico mio)
mi fa vita che morde, selvaggia, come tante delle tue angele lì dove, anche per loro, il sesso accade, duro
e solido vento leggero che ci rende dolci, aperte, doppie.
Aspettare, ironico e commosso, gli a…

Testimoniare Dio

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è amare, cioè accogliere, cosa che comporta la scelta: scelgo chi accolgo, e così testimonio  di questo incontro in amore. Testimonio Dio. Ogni volta che amo testimonio Dio. E non vale dirsi, purché l'amore sia puro. Ogni amore è puro quando è dono di sé e comporta che l'altra persona, che amo, si arricchisca della mia vita e della mia realtà.  Io mi dono a chi amo,  mi privo di me stesso in suo favore. Senza contraccambio. Questo succede sempre nell'amore, il cui riferimento di fondo è l'amore di Dio che Giovanni evangelista racconta che Giovanni il battista ha testimoniato, che Gesù di Nàzareth è testimone di Dio, che testimonia a sua volta per Gesù stesso. L'amore viene testimoniato dalle vite e dalle narrazioni delle vite coinvolte nell'amore, sempre; così in questo bellissimo vangelo di Giovanni c'è tutta una successione di testimonianze dell'amore. Giovanni il battezzatore testimonia Dio che testimonia Gesù di Nàzareth, che passerà i successivi tre anni …

Dio è

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per i peccatori, per chi ha urgente bisogno del Suo amore.

C'è veramente poco da dire, Gesù.
Se non chiederti perdono e aiuto per cambiare orientamento alle nostre vite.
Siamo come gli "scribi e i farisei" dei tuoi tempi: pieni di noi stessi, delle nostre borie, e quasi privi dell'amore di Dio che deve pervadere, invece, ogni momento delle nostre vite.
Sicuramente non frequentiamo peccatori, pubblicani e prostitute, e se lo facciamo è solo per confermarli nei loro ruoli di peccatori, perché è così che ci sono utili.
Ma non siamo con loro né amore, né verità. Al massimo un rimprovero etico detto con disprezzo e calato dall'alto.
Non ti seguiamo.
Se almeno ti ascoltassimo profondamente. Non solo in quello che dici, ma in come e dove e con chi lo dici.
Mc 2,13-17
"Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

La cosa più facile

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è sempre amare, Gesù mio, ed è la più bella.
Sanno che lo guarisci, non ne dubitano minimamente. Ma sono convinti che devi vederlo, toccarlo, avere esperienza di lui, in qualche modo.
Allora scoperchiano la casa per mettertelo davanti, con semplicità, senza neppure chiederti nulla. Solo offrendo l'amore che hanno tra loro, reciprocamente.
Mi piace immaginare le discussioni, gli incontri, le decisioni di questo gruppo di persone, con al centro il loro amico paralitico che, magari e capita di frequente, da bambino non era paralitico e correvano insieme, solo che lui aveva qualche difficoltà, e poi s'era fermato. Non potevano non dartelo, non mettertelo davanti. E così hanno fatto. Ma, son certo, non s'aspettavano la tua risposta alla presenza del loro amico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Ascoltiamo la tua presenza, Gesù. Mc 2,1-12
"Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche…

La tenerezza di Dio

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sei tu, Gesù di Nàzareth, Sposo e Messia.
La tua descrizione presente in Marco, insieme così generosa e reticente, mi piace perché ti mostra con un bisogno, un desiderio forte di guarirci dai nostri mali, sempre. 
Una guarigione che fai senza chiedere contropartite o garanzie, ma solo per amore, solo chiedendo amore, solo perché una persone ferita dal male presente nella vita, e quindi in effetti priva di vita, morta prima di morire, ti chiede vita e salute e tu le dai in abbondanza, subito.
Chiedendo solo amore e silenzio amante.
Ascoltiamo Marco che ti racconta.
Mc 1.40-45 
"Venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazio…

In cammino

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verso Dio, verso l'arrivo del regno.
Tu sei sempre in cammino, Gesù, e sei sempre rivolto altrove, verso altre persone perché anche loro hanno bisogno della tua Parola, di Dio e del Suo regno che si avvicina, che è imminente.
Ti cerchiamo per i miracoli, ma solo tu sei il miracolo, Signore, la tua voce e la tua vita che arrivano fino a noi e ci colpiscono fino a meravigliarci di te, e venirti vicino a farci curare i nostri demoni, che solo tu sai scacciare e solo il tuo amore trasforma in angeli.
Tu sei venuto per farci accogliere Dio, per farci diventare abitazione di quell'Eterno Amore che, infatti, ha bisogno di una casa dove amare ed essere amato.
Aiutaci a diventare accoglienti, Gesù, perché solo così ti ascoltiamo sempre di più e sempre meglio.
Mc 1,29-39
"Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare…