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La tua domanda all'uomo della folla è corretta, Gesù, e dovremo sempre tenerla presente: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». Tu sei il re, lo sposo, l'amico, ma non sei chi governa le difficoltà umane e le nostre tentazioni diaboliche di sapere benissimo cose è bene e cosa è male per me e, sopratutto, per altre persone umane e creature viventi attorno a me, per cui ci sono conflitti che hanno bisogno di mediatori. Tu non sei mediatore di nulla, sei solo la strada che ci porta il cuore di Dio e davanti al Suo Volto, la verità che ci guida su come questa strada va percorsa e con chi, le vita che ci serve per percorrerla insieme, donandoci e donandoti. Tu cammini con noi, aiutando tutte le nostre libertà nei nostri amarci e amare. Per questo dobbiamo ascoltarti, per poter amare.
"Uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».".
Che cos'è la vita? Bellissima domanda che ciascuna e ciascuno di noi si fa ogni giorno, davanti a un'alba, un tramonto, un fiore, una coccinella con sette macchie che arriva quando torna il caldo, o davanti alle piogge che cadono, specie quelle torrenziali che, a ogni autunno, puntualmente sorprendono le nostre incompetenti e truffaldine malizie. Che cos'è la vita lo chiediamo a noi stessi ogni volta che il Dio che ti è Padre ci sorprende con il suo amore presente e attivo.
«Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Questa nostra richiesta è ipocrita e falsa, è una sfida di potenza. O risolvi i miei casini o di te non me ne faccio nulla. Ma tu sei la vita, Gesù, e la conosci così bene, è parte così intima di ogni fibra di te stesso che ce la puoi donare, e pure in abbondanza.
Purché: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Noi siamo solo ciò che doniamo e ciò che abbiamo ricevuto in dono. Nulla ci appartiene, di nulla siamo "proprietari". La vita dipende dall'amore preso, trovato, donato con la sovrana e ricca libertà di quelle persone povere che sanno dividere l'ultimo pezzo di pane, l'ultimo bicchiere d'acqua, l'ultima carezza perché sanno che Dio vede e aiuta, passando dentro le nostre carni che vivono già nel Suo regno in te, Gesù di Nàzareth, Cristo Re Sposo e Figlio di Dio. La Sua Parola che ci ama.


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