Il Corpo Altissimo
"Corpus Domini" mi sembra un ossimoro ormai spento, Gesù, ma il cui senso è da amare profondamente, incorporandolo nelle nostre vite. Infatti l'identificazione dell'Eterno Amore, Divinità Genitrice, Padre e Madre, con il mediocre titolo latino di dominus, che corrisponde al kyrie greco, ormai è incomprensibile rispetto alla scelta fatta dai tuoi amici, che hanno usato quella parola greca per contrapporti al potere romano dell'imperatore-dominus, proprietario dei corpi dei suoi servi nel diritto di vita e morte. Questa contrapposizione per noi è perduta e "dominus" è una parola priva di significati reali: nessuno sa che "don", titolo onorifico dei preti cattolico-romani e degli aristocratici maschi, è una contrazione di "dominus", come la parola "donna" è una contrazione di "domina", il femminile di dominus. Ma tu, Gesù di Nàzareth, il Messia di Israele donato alle genti, Figlio dell'Altissimo Amore, maestro in Israele innamorato di questo D** che conosci e vivi come Padre, tu sei parte di questo Divino Amore Altissimo, che chiamiamo Trinità e che ha anche questo lato, questa dimensione storico-carnale di te che incarni D** Amore nelle fatiche e nelle ricchezze delle nostre vite, affinché noi ci nutriamo di te, come tu ti sei nutrito di noi, e ti sei fatto uccidere e sei risorto per farci vedere che dobbiamo nutrirci di questa Potenza Amante che tu regali a noi nelle forme del cibo e del nutrimento. Allora "Corpus Domini" significa D** che riempie di sé le nostre vite, una a una, mentre ci chiede, mentre "mi" chiede di riempire la Sua vita con la povertà di questo amore che uso e che mi è stato interamente regalato. Oggi, forse, sareebbe meglio chiamare questa festa del tuo dono d'amore a noi "Corpus Servi" perché ti sei fatto servo per liberarci dalla schiavitù del peccato e metterci nella Libertà di D**, dove ciascuna delle nostre vite è riempita dalla vita divina incarnata nel tuo corpo d'amore, Gesù mio, e ciascuna delle nostre vite riempie e soddisfa, misteriosamente davvero, la sete e la fame d'amore di questo Eterno Santo che si vive nelle sue creature. Ascoltiamoti.
"Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».".
Lo scambio è tra mangiarti e berti, nutrirci di te, per avere così "la vita eterna", questo "ζωὴν αἰώνιον" che è davvero un ossimoro potente, perché ci dice che il dono di te come cibo e bevanda ha il risultato, felice e impossibile per noi, di "deificare" questa nostra vita mortale piena di ferite per metterla nel cuore dell'Amore D** che ci completa mentre si fa completare. Ma questo dono reciproco, questo farci ospiti di una divinità che vuole essere ospitata da noi, farci cibo di chi è nostro nutrimento, questa relazione d'amore, questo amplesso, non deve restare fermo alla eucaristia domenicale e delle feste comandate, e neppure a quella di chi la frequenta tutti i giorni. Deve diventare vita, farsi vita per incarnare l'Eterno Amore nei nostri operare quotidiani.
Nell'Eucaristia riceviamo in dono e nutrimento l'Altissimo Amore Relazione, nella persona del Figlio che si è promesso come cibo e bevanda e che ci rende forti di D** Amore («In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui»). Ma questo dono è sempre Incarnazione di D** Amore e Trinità. L'Eucaristia resta sterile, resta sola, senza relazioni, se non viene a sua volta donata, perduta, divisa, regalata. L'eucaristia non è una identità, ma l'esatto contrario. Come la santità dell'Amore Altissimo si compromette con le nostre vite e si fa nostra carne e nostro sangue, così noi dobbiamo comprometterci con le vite di chi è piccolo e ferito attorno a noi, perdendoci in loro come D** Amore Trinità si perde in noi. Solo questo è l'amore-relazione di D** Amore Trinità e che realizza per noi e in noi la vita eterna.

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