Vedere.
Ecco, Gesù, questi sono i tre verbi che associo alla tua vita e verità, fatte e vissute "in e di" amare; frase che poi è la definizione, per me, in questo mio spazio-tempo, della tua richiesta di fede.
Potrei fermarmi qui, non ho molto di più da dire; ma credo di non farmi capire, mi sembra di restare chiuso, senza aprire il cuore ai miei ospiti. Così ci provo, Amico, ma innanzitutto devo ascoltarti perché solo da te viene ogni parola che vive nelle libertà di amare.
"La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.".
Sono due i punti centrali di questa narrazione di Giovanni, che si dispongono in modo molto mobile attorno all'attrazione potente del tuo desiderio di amore. Arrivi tra i tuoi amici. Loro sono nella paura e tu doni, a questi tuoi amici spaventati, un dono immenso, quello Spirito santo che continua a portare tra noi i tuoi doni d'amore e la tua pace.
Questo è il primo centro, a una estremità di questo cosmo che è la tua presenza tra noi: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi [...] Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
L'altro centro è il famoso rifiuto di Tommaso, che non crede ai racconti confusi degli altri («Abbiamo visto il Signore!») sulla tua presenza tra loro. Forse non crede anche alla tua resurrezione, ma accettare e vivere questa vita che riprendi, perché è tua, beh, questa è cosa dura. Ma anche gli altri, mi pare, ci credono ancora poco. Certo, Tommaso è molto determinato e deciso: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Tommaso sa che deve passare per la tua "mala" morte, per la tua morte da maledetto appeso al legno. Non può accettare la tua risurrezione se non accetta il modo in cui sei morto, messo in croce e abbandonato da tutti, anche da lui, con solo poche donne che ti stavano vicine. Ma da solo non ce la può fare ed ha bisogno di te, del tuo amore.
Così questi due centri, la tua parola che si dona e il nostro rifiuto della tua Presenza tra noi, nata dalla risurrezione del Crocifisso, sono mobili, perché si muovono senza fine attorno a quell'unico centro attrattore che sei tu, Gesù, fulgido e potente orizzonte di luce e di vita: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».
Con l'intera nostra emozione e con ciascuno dei nostri desideri bisogna essere capaci di "vedere" Dio Vivente nel Suo immenso eterno con i segni della Sua morte infame, patita nel e con il Figlio, l'amato, il più amato, "Agnello che sembrava sgozzato, ma stava ritto in piedi" (Ap 5,1-7) e che solo possiede, in cielo, in Terra e sottoterra, la capacità di leggere le nostre storie e trasformarle in amore. Tu, Gesù, che ti fai vedere da Tommaso e vuoi farti vedere da ciascuna e ciascuno di noi.





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