Pane, amore e
Che c'entra questo episodio, con noi, oggi?
Gesù, tu moltiplichi il pane per la folla che ti segue "perché vede i segni che compi sugli infermi" e così li entusiasmi al punto che vogliono farti re, a modo loro: un re che guarisce ogni malattia e tira fuori buon cibo dal nulla. Ma uno così dove lo troviamo? Facciamolo re! Continuiamo a farlo anche noi, e ogni tanto ti facciamo re a modo nostro. Ma tu sei re solo al modo di Dio e quando ti proclamiamo re secondo noi, cioè "secondo il principe di questo mondo", allora te ne vai,"ti ritiri sul monte tu da solo", in quel luogo dove incontri tuo Padre e solo la preghiera assidua e umile ti trova e ti parla.
Ma allora cosa c'entra la moltiplicazione dei pani in Giovanni con noi? Moltissimo, e ascoltiamo quanto.
"Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.".
L'azione che fai è semplicissima. Dai cibo distribuendo quel poco che c'è e che, per la tua preghiera e l'amore di Dio Padre Madre, nutre tutti. Mostri che la Potenza opera attraverso te in noi, anche nelle nostre realtà di base come il cibo, e lo fa con amore, un amore infinito e potente che opera direttamente sulla realtà. Ma dove c'è bisogno di collaborazione umana, dove è indispensabile l'azione umana.
«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?».
Ci bastano, se ti chiediamo aiuto e usiamo il tuo punto di vista. Quando vediamo un bisogno dobbiamo agire noi, con gli strumenti della realtà e del mondo, per risolvere il problema che abbiamo davanti: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Se la realtà e il mondo ci negano ogni aiuto, perché non ci sono i soldi o perché a quell'ora così tanto pane non si trova, allora dividiamo ciò che abbiamo e chiediamo a Dio di aiutarci, sapendo che lo farà di sicuro. Affrontare i problemi di base della vita, come il cibo, non è mai solo un problema di mercati e produzioni, ma è anche un problema di scelte d'amore che si fanno ogni giorno, perché ogni giorno devo chiedermi se servono anche i miei cinque pani e due pesci. E quando servono darli, con semplicità, sapendo che il prezzo lo paga sempre Dio, con te, per te e in te, Gesù.
ciao r




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