L'amore è D**
Amare e amarci è la realtà storica ed effettuale della tua presenza tra di noi, Gesù di Nàzaret, figlio di Maria di Nàzaret e riconosciuto come figlio da Giuseppe il carpentiere, della casa di re David. Tu sei venuto qui tra noi per insegnarci ad amare, per farci vedere come Dio ama e ci ama. La tua vita tra noi e la tua parola sono esempi d'amore e richieste, urgenti, di amarci come tu, Figlio di Dio e Dio Signore, ci ami e ami tutto il mondo. Ascoltiamo la tua libertà di amare.
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Tutto è per te, con te e in te, Gesù, e quindi passa attraverso la nostra fiducia innamorata nella tua esperienza storica e nella tua Presenza attuale e continua, anche in queste mie povere risonanze. Il nostro tema, che continuamente deve risuonare nelle nostre vite e attorno a noi, è quello di credere in te. Infatti solo chi crede in te «non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
Così mi sembra, Gesù mio, che dovremo fare molta più attenzione a che cosa significa che «chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio». Non faccio esempi, non mi spetta e diventerei qualcuno che non crede in te, ma ciascuno di noi può farlo, perché tu ci dai il criterio di giudizio.
La luce, perché bisogna amare la luce, abbiamo bisogno di amare la luce: «Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Bisogna fare la verità e farla nella luce. Chi, oggi, fa la verità nel mondo la fa nella luce e sono tante e tanti; così costoro sempre mettono in gioco la loro vita contro il potere di morte di chi opera nelle tenebre. Allora posso scrivere con serenità nel tuo amore, amico Gesù, che queste persone credono in te, anche se sono lontane dalle tue chiese storiche. Perché è la tua vita, Parola di Dio che fa la verità ed ha vinto il mondo e le sue tenebre. Noi ti testimoniamo con gioia felice, senza escludere nessuna vita che gode del tuo amore.




Commenti
Posta un commento