La Tua promessa
è la fedeltà d'amore, Splendente Signoria dell'Amare che ci atterrisci nelle Tue tenerezze.
Tu sei Fedele, Dio d'Amore, e la tua fedeltà è Gesù di Nazareth, tua discendenza tra gli umani, tua nascita nel mondo, tuo amore presente tra noi. Sempre.
Questa Tua fedeltà è ciò che ci racconta il vangelo di oggi, quello della Trasfigurazione di Gesù secondo il racconto di Luca.
Ascoltiamo Gesù, nel suo amore vivo.
Lc 9,28-36
"Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto".
La cosa che mi colpisce in questo brano, Gesù, è il passo d'avvio, così semplice e quotidiano:
"e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste...".
L'inizio e la causa, l'azione che origina la Trasfigurazione è l'esperienza più elementare dell'umano: la preghiera.
"A l’alta fantasia qui mancò possa", disturbo Dante Alighieri, Gesù mio, perché la mia piccola fantasia non è in grado di sapere che cos'è "la preghiera".
So che è la nostra esperienza più primitiva, che c'è quando ci rivolgiamo a nostra madre che ci ha appena messo fuori da lei, ci ha partorito, e ne cerchiamo il rifugio.
In Luca la tua Trasfigurazione nasce dalla tua quotidiana esperienza di rifugio in Dio, per te Padre e Madre altissima, Amante desiderata.
Come succedeva a te, Gesù, la preghiera trasfigura anche noi e ci cambia in bellezza, sempre, anche nel momento del dolore e dell'abbandono, perché è l'esperienza del ritorno a quell'Amore che ci ama così tanto da averci reso autonome da lei. Oppure è il desiderio, spesso terribile e angosciato, di ritornare a quella bellezza ricchi dell'obbedienza all'amore a cui tu ci comandi e ci accompagni.
La seconda cosa che mi colpisce oggi nella descrizione di Luca è la presenza della paura.
Gesù, tu lo sai con precisione: l'Amore attivo e presente che Dio ha per noi ci spaventa: "venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».".
Ma anche nel nostro spavento per la bellezza terribile dell'Amore Dio (cioè per te, Gesù Sposo!) la Sua voce ci raggiunge, ci parla e ci dice di fidarci di te: unica sua verità vivente tra di noi, ultima e infinita sua parola d'amore.
Sta qui, forse Gesù mio, - per me, oggi, nella povertà delle mie miserie - il cuore e il respiro di questo Vangelo, che mi ha sempre fatto problema.
Perché, certo, sono contento per te, per la soddisfazione che tuo Padre Dio ti dona in quest'episodio, ma il fatto che tutta la mia carne e la mia intera vita ti credono Messia di Israele e Figlio di Dio, quel Dio che si fa peccato e morte per salvarmi dal male e dalla morte, questa fede è appesa saldamente alla tua Croce, Gesù amore, e non dipende dalla tua trasfigurazione.
Perché sento che ci vuoi suggerire come è fondamentale che sappiamo che c'è amore e letizia anche nel terrore, nel timore immenso, che Dio ci provoca e che è giusto ci provochi. Perché è davvero "Amor che move il sole l'altre stelle" e ciascuna delle miriadi di equilibri quantistici che è la grandezza di esistere in cui viviamo, quindi è qualcosa che va oltre noi, oltre ogni orizzonte di eventi, ed è la vita che vive sempre.
Ma è anche quella tenerezza vicina che mi ama, si dona alle mie carezze, mi ascolta, si fa amica e amante, per comprendermi e accogliermi.
L'amare in cui si risolve ogni istante della mia vita è ciò che ci mostri nell'intimità della tua trasfigurazione.
ciao r
Tu sei Fedele, Dio d'Amore, e la tua fedeltà è Gesù di Nazareth, tua discendenza tra gli umani, tua nascita nel mondo, tuo amore presente tra noi. Sempre.
Questa Tua fedeltà è ciò che ci racconta il vangelo di oggi, quello della Trasfigurazione di Gesù secondo il racconto di Luca.
Ascoltiamo Gesù, nel suo amore vivo.
Lc 9,28-36
"Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto".
La cosa che mi colpisce in questo brano, Gesù, è il passo d'avvio, così semplice e quotidiano:
"e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste...".
L'inizio e la causa, l'azione che origina la Trasfigurazione è l'esperienza più elementare dell'umano: la preghiera.
"A l’alta fantasia qui mancò possa", disturbo Dante Alighieri, Gesù mio, perché la mia piccola fantasia non è in grado di sapere che cos'è "la preghiera".
So che è la nostra esperienza più primitiva, che c'è quando ci rivolgiamo a nostra madre che ci ha appena messo fuori da lei, ci ha partorito, e ne cerchiamo il rifugio.
In Luca la tua Trasfigurazione nasce dalla tua quotidiana esperienza di rifugio in Dio, per te Padre e Madre altissima, Amante desiderata.
Come succedeva a te, Gesù, la preghiera trasfigura anche noi e ci cambia in bellezza, sempre, anche nel momento del dolore e dell'abbandono, perché è l'esperienza del ritorno a quell'Amore che ci ama così tanto da averci reso autonome da lei. Oppure è il desiderio, spesso terribile e angosciato, di ritornare a quella bellezza ricchi dell'obbedienza all'amore a cui tu ci comandi e ci accompagni.
La seconda cosa che mi colpisce oggi nella descrizione di Luca è la presenza della paura.
Gesù, tu lo sai con precisione: l'Amore attivo e presente che Dio ha per noi ci spaventa: "venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».".
Ma anche nel nostro spavento per la bellezza terribile dell'Amore Dio (cioè per te, Gesù Sposo!) la Sua voce ci raggiunge, ci parla e ci dice di fidarci di te: unica sua verità vivente tra di noi, ultima e infinita sua parola d'amore.
Sta qui, forse Gesù mio, - per me, oggi, nella povertà delle mie miserie - il cuore e il respiro di questo Vangelo, che mi ha sempre fatto problema.
Perché, certo, sono contento per te, per la soddisfazione che tuo Padre Dio ti dona in quest'episodio, ma il fatto che tutta la mia carne e la mia intera vita ti credono Messia di Israele e Figlio di Dio, quel Dio che si fa peccato e morte per salvarmi dal male e dalla morte, questa fede è appesa saldamente alla tua Croce, Gesù amore, e non dipende dalla tua trasfigurazione.
Perché sento che ci vuoi suggerire come è fondamentale che sappiamo che c'è amore e letizia anche nel terrore, nel timore immenso, che Dio ci provoca e che è giusto ci provochi. Perché è davvero "Amor che move il sole l'altre stelle" e ciascuna delle miriadi di equilibri quantistici che è la grandezza di esistere in cui viviamo, quindi è qualcosa che va oltre noi, oltre ogni orizzonte di eventi, ed è la vita che vive sempre.
Ma è anche quella tenerezza vicina che mi ama, si dona alle mie carezze, mi ascolta, si fa amica e amante, per comprendermi e accogliermi.
L'amare in cui si risolve ogni istante della mia vita è ciò che ci mostri nell'intimità della tua trasfigurazione.
ciao r
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