La libertà e l'amore significano...

... vivere senza paura.


Quello che ci proponi, Gesù, è così radicale da essere difficile da seguire.
Ma è anche terribilmente semplice, facile da capire.
Subito dichiari che non c’è più nessun segreto, alcun mistero.
Tutto è stato rivelato da te, Gesù, e sopratutto la realtà di D**, realtà  che tu hai manifestata con estrema chiarezza.
D** è amore e solo chi ama, e ama totalmente come ama D**, conosce D** e lo manifesta nella sua vita, e ne fa dono – diventa dono – per le e alle altre persone che stanno attorno a lui.


E questo senza fare distinzione tra “chi è della mia casa” e “chi è estraneo”, anzi, privilegiando sempre chi ha bisogno a chi mi è vicino emotivamente. Dando attenzione prima a chi è straniero e poi a chi è di casa mia.
Questo messaggio su D** implica la fiducia.
Bisogna fidarsi di chi ci ama, e specialmente se chi ci ama sei tu, Gesù di Nazareth, il messia sconfitto e proprio per questo vincitore. 
Tu, quell'essere umano che ci fa vedere e ci testimonia, nella sua vita, come D** Padre/Madre ci ama. 
Il tuo messaggio, Gesù, quel messaggio che ci cambia la vita è che D** è amore, amore sicuro, incontrollabile, pieno, folle, tranquillo, tenero, pericoloso, completo. Un amore che non può essere raccontato davvero, ma può essere vissuto e ci fa vivere nella gioia qualsiasi cosa succeda.
Così in questo tuo vangelo ‘fiducia’ e ‘messaggio che cambia la vita’ marciano insieme, sono la stessa cosa.

Ascoltiamoti.


Mt 10,26-33
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli
».
«Non abbiate paura degli uomini, poiché… non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo... Non abbiate dunque paura».
Tu, Gesù, non entri nelle dinamiche del mondo. Non vuoi proprio diventare "re di Israele". Sia perché re lo sei già, pure se in modi troppo diversi dai nostri perché noi possiamo capirli, sia perché - sopratutto - perché non vuoi entrare nelle nostre dinamiche di dominio e di potere. 
Tu stai fuori da queste cose nostre, dal nostro male.
Solo ci fai vedere D**, e ci indichi – e lo fai sperando che noi non guardiamo il tuo dito, ma invece la direzione verso cui il tuo dito è messo – che questo D** di cui ci parli è "abbà", è "babbo/papà" (ma anche "madre/mamma", ovviamente ... tu non entri nelle logiche del mondo, appunto) e allora ci fai vedere che se D** è amore in questo modo, beh, allora nulla c’è più dobbiamo temere.
Infatti “Chi da cui tutto dipende” (ovvero D**) è con noi, sta dalla nostra parte, ci ama indipendentemente da quello che facciamo. 
Quasi “indipendentemente”.


Perché, appunto, dobbiamo avere fiducia e lasciare che sia D** Padre/Madre a difenderci e a occuparsi di noi che «valiamo più di molti passeri!».
Questa fiducia piena e totale è la base, è la vera "forza inerme" delle nostre libertà dai poteri del mondo, e di tutte le nostre indifferenze ai suoi proclamati (e nascosti) poteri e segreti.
L’unica cosa che noi dobbiamo fare, immersi come siamo nella vita naturale e nel mondo, è proprio la realtà di questa nostra libertà, di questa nostra gioia, cioè di questo nostro piacere e felicità... infatti non è una cosa campata per aria, propria solo della "coscienza" o di quella cosa misteriosa che è stata chiamata "anima", ma è una realtà del corpo, del mio essere vita viva qui e ora; bene, tu Gesù ci chiedi di dire questa realtà ad alta voce («voi ditelo nella luce, e… annunciatelo dalle terrazze»): 
D** è amore, e questo D** Genitore sul suo “essere Amore per noi” mette in gioco tutta se stessa - tutto se stesso.
La mia vita - il mio corpo - è totalmente cambiata se la vivo dentro e con questa esperienza di te, "mio Signore e mio Dio".


Non bisogna perdere questa concretezza del tuo messaggio, Gesù.
Non dobbiamo mai perdere questa realtà viva della tua Parola.
Noi siamo libere, protette da D**.
Il mondo non ci tocca, anche quando ci ferisce profondamente, quando ci stupra, quando ci uccide.

Noi siamo questa esperienza di D**, altrimenti non ti seguiamo davvero, Gesù mio. E dobbiamo riconoscere che troppe volte non l’abbiamo fatto. Anzi, abbiamo fatto il contrario, e allora abbiamo preferito la violenza del mondo alla più sicura, ma inerme e indifesa, pace di D**.

Così, quando ci siamo arrese, e se ancora ci arrendiamo a qualcuna di queste violenze, e in quel momento ci convinciamo pure che ne valga la pena di darsi vinti a questo mondo, dipingendo la nostra resa ai satana con le tinture dello scopo nobile di salvare qualcosa di importante del tuo messaggio, allora, in questo momento, proprio in questo momento, perdiamo tutto e ci troviamo davanti a qualche essere umano, a una qualsiasi forza umana cui abbiamo dato «il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo».
Questo è quello che mai dobbiamo fare.
Anche se troppe volte l'abbiamo fatto.

Allora la prima cosa che dobbiamo mantenere e gridare dai tetti è proprio questa tranquillità e questa fiducia che ci chiedi e ci offri, in modo da mostrare subito che la nostra forza è solo quella di non rinunciare mai a te, qualunque cosa ci accada. 
Perché solo tu sei la via, la verità e la vita. 
Perché solo tu ci parli di D** come di Immensità amante e innamorata. 
Perché solo tu ci doni questo amore.


Qui si conclude tutto il tuo messaggio.

«Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Riconoscerti e rinnegarti non sono dichiarazioni di principio (Credo in Dio Padre onnipotente e in Gesù Cristo suo unico figlio) per quanto importanti e preziose esse siano.
Invece non ti rinnega «davanti agli uomini» chi si comporta in modo uguale a te, nel mondo e nelle realtà in cui vive e si trova a esistere.
Non ti rinnega chi grida dai tetti che D** è solo Amore immenso e che la morte non vince più, non ci fa più paura. Perché D** Amore ci dona la vita e ce la dona in abbondanza.

Non ti rinnega chi dice nelle piazze che la mia vita reale è legata strettamente alle vite delle sorelle e dei fratelli che mi circondano. E se io sono circondato di guardie e ladri messi lì a proteggere i miei beni e ad accrescerli, e per tenere lontane da me persone "strane povere straniere” allora ti sto rinnegando anche se recito un qualche credo settanta volte sette al giorno.

Solo chi ama come dono di sé «senza contraccambio» non ti rinnega.

Allora qui si spiega la parabola del re (Mt 25, 31-46).
Laggiù, al giudizio finale, non ci chiedi i nostri “credo!” scritti nelle nostre storie attorno alla tua vita e al tuo corpo vivente in mezzo a noi, non ci chiedi le nostre chiese e comunità divise e unite dal tuo nome, non ci chiedi le nostre paure unite alle nostre speranze.
Ma solo ci chiedi se ti abbiamo amato, concretamente.
Se ti ho amato quel giorno a quell'ora, quando sei venuto in un nostro edificio sacro, ed eri sporco, ubriaco, e ti sei masturbato.
E anche se dovrò ammettere che quel giorno, a quell'ora, in un edificio che io chiamo sacro, non ti ho amato, anche in quel caso sarò nella gioia perché poi avrò avuto fiducia in te e nell'amore vivente che tu sei.
Gesù, mio Signore, mio D**.

Sposo d’amore.

Ciao r



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