La tua promessa...

oltre ogni speranza.
 
Se il tuo regno fosse "di questo mondo", Gesù, questa tua dichiarazione, così solenne e così "all'inizio" della tua predicazione, sarebbe il sigillo del tuo fallimento e, sopratutto, della inevitabilità di questo tuo fallimento.
Basta l'inizio del tuo insegnamento: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli».
Già adesso, ora e in questo momento, in questo mio attuale presente, come nel tuo "attuale presente" agli albori di questa nostra "era volgare" (di questa "tua" epoca che non è affatto "tua" in nessun senso umano, perché l'intera vicenda umana, in ogni suo aspetto plurale, collettivo e individuale, è "tua" da sempre) tu da circa duemila anni mi garantisci che il "regno dei cieli" è di chi è "povero" ( ptōchoi cioè privo di risorse e di beni) e povero "nello Spirito" (pneumati), privo di risorse in quello che attiene alla sfera della vita e della capacità di essere e fare il bene.
Chi è povero di Spirito è "pitocco", mendicante e accattone, nello Spirito ovvero in ciò che dà senso alla vita e ci rende capaci di fare il bene. E come tutti gli accattoni chiede e domanda soccorso. A chi è "Spirito" e lo è in abbondanza. Ma non sapendo dov'è D** e non trovando facile "ascoltare" chi non si sa chi è e come è, beh, allora si rivolge alle persone umane e chiede a loro, mendica da loro aiuto.
E da te, Amore mio, in primo luogo, e dalla tua bellissima Parola.
 
 Ma tu, Gesù mio, che cosa ci vuoi fare con persone del genere? con queste persone qui non ci puoi costruire nulla. Non si fanno Re o Regine, Sovrani, Principi, Cardinali, Dirigenti, Capitalisti, Feudatari, Capitani d'Armata, da persone così. Ma neanche preti, secondo qualcuno.

Eppure solo chi chiede la carità dello Spirito, del senso e dell'amore cioè, e a chiunque sia attorno a lei/lui, solo costei/costui possiede il regno dei cieli.
Ma che strano regno, Signore, ci proponi.
Ascoltiamoti
Mt 5,1-12
"Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
"




Strano elenco.
Devono rallegrarsi (devono considerarsi makarioi - benedetti, fortunati, santi, beate, liete, felici...) colore che sono

- poveri nello Spirito
- nel pianto
- miti
- affamati e assetati di giustizia
- capaci di misericordia
- puri di cuore
- operatori di pace
- perseguitati per la giustizia
- perseguitati duramente a causa di Gesù.

Allora, chi non si deve rallegrare è chi sta al contrario di queste indicazioni.



I "ricchi di Spirito", chi è contento, chi è contrario alla mitezza...
Tu non lo dici, Gesù, anche se più avanti nella tua predicazione indichi chi è "nei guai" per le cose che fa e, sopratutto, per come le fa (il famoso "scribi a farisei ipocriti").
Invece con chiarezza indichi a chi è rivolto il regno dei cieli e chi - già adesso, ora - ne fa parte. E il tuo elenco è chiarissimo.
Fa parte del regno dei cieli chi è sconfitto nel mondo.
Infatti l'unico altro indicativo presente a proposito del regno dei cieli è quello di chi è perseguitato per la giustizia. A costoro già ora - adesso, nel mio e nel tuo presente attuale - è dato, è assegnato il regno dei cieli.
Tutti gli altri "saranno" soddisfatti. I poveri in Spirito e i perseguitati per la giustizia lo sono già adesso.
Nella loro sconfitta davanti al mondo, vinceranno. O già hanno vinto. Oltre ogni speranza, ma solo nell'amore.




Signore Gesù, Amore mio. Allora, pure se non capisco non è importante che io non capisca.
Importa solo l'amore, perché è l'amore che dà la speranza. Allora basta lasciarti amare. Lasciarti vivere me, da innamorato.
Nella tua e mia speranza che l'amore, il tuo Amore D**, ha già vinto.
Beate così, davvero beate le povere di spirito, e i poveri, che credono al tuo amore.
Gesù, sposo.





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