La Giustizia e il Dono ...


... sono D** che ama.



 
«Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia».
Ogni anno, Gesù mio, come torna il tuo battesimo e la sua memoria, a me torna a rimbalzare nel cuore questa tua frase.
«Conviene che adempiamo ogni giustizia».
Riconoscerti peccatore e desideroso di redenzione, perché questo era il significato del battesimo di Giovanni, questo saperti uguale alle altre persone che andavano al Giordano da Giovanni, questo è “adempiere ogni giustizia”?
Tu sei la giustizia, Gesù, ma anche tu avevi bisogno, come ciascuna di noi, di percorrere il cammino che avevi davanti, quello che D** desiderava per te, affinché si compisse, appunto, la giustizia nella tua vita, in modo che tu dessi, che voi due deste completezza a “ogni” giustizia.


Mt 3,13-17
Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento»
.”




πληρῶσαι - plērōsai




Questo è il verbo greco che mi crea problemi.
In inglese viene tradotto con “to fulfill”, in italiano con “adempiere”.
Il verbo è quello usato per indicare il “Pleroma” la Pienezza del Divino, sia della sua presenza tra di noi, che della sua stessa Pienezza come Divino.
Certo, poi è anche un verbo che indica completamento, realizzazione.
Chissà che verbo hai usato in aramaico, e chissà se è importante saperlo.
Credo di no.
La tua parola è sempre limpida ed anche adesso è limpida. Come acqua di fonte da cui mi disseto.

Tu, insieme a Giovanni e in questo solo luogo di Matteo 3,15, dici che dovete adempiere “ogni” giustizia (pasan … tutta, nella sua interezza).
E questo adempimento è che tu ti riconosci peccatore e ti penti della tua condizione, e questo nel momento stesso che chiedi a D** di salvarti, di convertirti attraverso l’immersione simbolica nelle acque del Giordano.
C’è un simbolo in questo atto che tu rivendichi in modo così forte?





No. 



C’è solo la rivendicazione del compito che, secondo quel che tu sai di te stesso in quel momento, ti è stato affidato da D**: plērōsaiogni giustizia, completare e dare compimento a ogni – a tutta la – giustizia che c’è sulla terra e nell’umano, a tutta la giustizia di cui c’è bisogno.
E questo completamento sei tu, che ti riconosci peccatore, bisognoso di conversione.
Che questa scelta è quella giusta ti viene subito confermato dall’Altissimo Amore, che si apre a te e ti chiama con l’unico nome con cui puoi essere chiamato: l’Amato.

Sentendo suonare dentro di me la tua Parola d’amore, Gesù, non ho alcuna difficoltà a capire perché chi ti è fedele, chi ti ama con passione fiduciosa del tuo amore, viene perseguitato ed è spinto, costretto, a testimoniarti oltre ogni sua previsione.
Perché è scandalo, inciampo, agli occhi e al cuore del mondo – del regno dei satana – che D** compia ogni giustizia chiedendo la sua propria conversione a quell’amore che noi umani rifiutiamo.

Tu compi ogni giustizia, la completi e la realizzi pienamente in te, perché la tua vita e la tua sconfitta sono la vittoria di quell’amore che testimonia se stesso, che è martire del suo posarsi tra noi e del suo vincere soltanto con l’amore. 




Fedele.
Vincente.
Appassionato.

Ciao r





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