«Convertitevi»

Così, Gesù mio, il regno dei cieli è vicino?
Regno dei cieli. βασιλεία τῶν οὐρανῶν. Kingdom of the heavens.
Che cos'è il "regno dei cieli"? Che cos'è questa "cosa" dal nome così bello, ma che è pure così sfuggente alle nostre vite e alle nostre esperienze?
Perché tu cominci proprio così, dicendo questa frase laggiù in Galilea, nella famosa Galilea delle Genti, dove molte cose, persone ed esperienze, anche molto diverse tra loro, si incrociano. Vivono insieme.
«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Che cos'è questo "regno dei cieli" che è così vicino a noi da chiedere la nostra immediata conversione?
E che cos'è "la conversione"?

Ascoltiamoti.
Mt 4,12-23
"Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo
".


Non predichi a Gerusalemme, predichi in periferia, e pure in una periferia «regione e ombra di morte».
Non hai paura dell'oscurità e di lanciarti dove forse non ti ascolteranno.
Percorri quelle terra di villaggio in villaggio, di città in città e ovunque vai ripeti la necessità della conversione e la vicinanza del regno dei cieli.
Continui a dirci che la nostra conversione è proprio indispensabile perché il regno dei cieli è qui, è vicino.

Ma non sappiamo cos'è, questo regno dei cieli. Come possiamo convertirci per qualcosa che arriva e non sappiamo cos'è? Come possiamo cambiare vita per qualcosa che non capiamo e in cui, forse, neppure crediamo?
Ma, forse, se osserviamo te, che cosa fai tu, allora la risposta, forse, ci viene più facile.
La prima cosa che fai è sceglierti degli amici.
Vedi due coppie di fratelli e li chiami. Proponi a loro di cambiare radicalmente vita: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Non è che sei chiarissimo, Gesù. L'unica cosa chiara è l'invito a cambiare radicalmente vita, per mettersi a camminare con te nella Galilea, o dove andavi.
Quindi smettere di fare il lavoro utile che facevano per farne un altro, apparentemente meno utile.
Le due coppie di seguono e chissà che cosa avranno capito della tua proposta.
Ma questo non sembra importante.
Non sembra molto importante "capire tutto". Importante è seguirti, fare come fai tu. Comportarci come te.
La seconda è che non bisogna aspettarsi nulla. Tu sei sempre una sorpresa, tu sei sempre nuovo e diverso, e ogni conto che facciamo su di te si rivela sbagliato molto in fretta. Il tuo regno dei cieli, appunto, non è di questo mondo.
Per te conta la proposta dell'amicizia e del farsi "convertitori" di umani, e solo perché sono amici tuoi e hanno accettato, scelto, l'audacia di lasciare tutto e seguirti.
Essere tuoi seguaci significa mettersi nella tua ottica: farsi amici e parlare loro della nostra conversione e del regno dei cieli che si avvicina.
Senza pretendere di capire tutto, ma cercando di fare in modo che le cose che facciamo e diciamo ci cambino, i convertano come, nel senso del regno di cieli. Qualunque cosa significhi.
La terza cosa che fai sembra la più facile, ma anche la più difficile.
Insegni il regno dei cieli là dove ci si raduna per pregare e per cercare la presenza di D**.
Annunci la "bella notizia" e guarisci da ogni malattia e infermità.
Facile e difficile: annunciare la bella notizia, il vangelo, del regno e contemporaneamente guarire da infermità e malanni. Si tratta di avere le parole giuste e di essere capaci di curare le persone e farle guarire. Invece no. Si tratta di essere come te, anche se siamo così lontani da te.

Ma, allora, che cosa significa "essere come te"?
Ecco, forse proprio qui è il punto nodale, la porta stretta che va oltrepassato.
Significa essere capaci di convertici. Cioè di fare ogni giorno le cose che tu hai fatto.
Respingere le tentazioni di essere come il mondo vuole che noi siamo.
Cercare amiche e amici che abbiamo desiderio di essere come te: cercatrici di D** attraverso le loro proprie vite.
Praticare D** attraverso la preghiera, cioè l'ascolto dei sentimenti, delle sofferenza, delle malattie delle persone che sono attorno a noi, privilegiando i poveri e gli afflitti.
Solo a questo punto il tuo regno, Gesù, rivelerà tutti i suoi segreti.
Il regno che annunciamo è il regno dell'amore, che esiste solo a partire dall'amicizia in comune e dall'amore che si sceglie ogni giorno, quella presenza e azione che guarisce le malattie, anche quando non guarisce davvero ma rende, lo stesso, bella la vita attraverso il sorriso e l'amore.
Perché il tuo regno è dei cieli solo perché la sua vita non dipende dal mondo, ma da D** e dal suo Amore che coinvolge e travolge pubblicamente nella costruzione dell'amore.
Vivendolo in ogni momento.
ciao r










Commenti

Post popolari in questo blog

Magnanimità e speranza: Gesù

Lazzaro e noi; la metafora...

Il perdono è di D**...