Il mantello gettato via ...

... e l'attesa attenta dei passi D**




Gesù, tu lo sai.
Qui, in questo vangelo, c'è un gesto così ricco che poche volte tanta ricchezza è stata detta con tanta semplicità. Marco è grande.
"Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù."
Ma più grande di Marco è il figlio di Timeo, l'inopportuno, il maldestro, colui che grida.

Ma innanzitutto "colui che ascolta i passi di D**".
Come Bartimeo anche noi, innanzitutto ti ascoltiamo passare.




Mc 10,46-52

"Mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada".





Bartimeo urla.

Ha aspettato una vita di sentire i tuoi passi e non ha intenzione di perdere l'occasione.
Finalmente! eccolo! .... sì, è lui .... non posso sbagliare ... Gesù! ... Gesù! ... Gesù! ...

Le urla di Bartimeo sono scomposte, deve attirare la tua attenzione.
Sa di essere in un posto nascosto.
Qui a Gerico si vergognano di lui, lo tollerano. D'altra parte Bertimeo non doveva essere un tipo facile e rassegnato.
Lo immagino che parlava di te, fantasticava di te, di cosa ti avrebbe detto, come ti avrebbe parlato.
Immagino che i bravi abitanti di Gerico lo volessero tenere nascosto e lo avessero messo apposta in una strada laterale.
Ma il figlio di Timeo ha l'orecchio fino e l'odorato ancora più fino dei ciechi.
Ti sente passare, sente il tuo buon odore d'amore. Come una pagnotta calda, appena sfornata. La senti e non puoi fare a meno di sentirla.

E Bartimeno ti sente e urla.... Gesù! ... Gesù! ... Gesù! ...




La tua risposta, Gesù mio, è la risposta obbediente del servo al suo padrone
«Che cosa vuoi che io faccia per te?»
e Bartimeo non esista, sa che puoi e te lo chiede senza mezze misure
«Rabbunì, che io veda di nuovo!»
e tu, Gesù sposo, obbedisci e non ti attribuisci alcun merito
«Va’, la tua fede ti ha salvato». 

Gesù, amore.

La nostra fede ci salva.
Perché alla nostra richiesta d'aiuto, al nostro urlo di dolore, tu rispondi subito e con te risponde D** Altissimo Amore.

e la nostra fede è la semplice e piana certezza che il tuo Amore tutto può, nell'amore che noi mettiamo a sua dispozione perché l'Amore possa vivere e agire.

Allora non so quanto amore abbiamo, e quanta libertà diamo al tuo amore, preoccupati come siamo di zittire Bartimeo e di non farti richieste, perché "il Maestro non può essere disturbato".
Ma tu sei venuto qui per servire, per far vedere come l'unico potere di D** è amare, così come l'unica nostra libertà è sempre amare.




E per farci capire che è la nostra fede in te, Gesù amore, che ci salva.
La nostra fede nell'amore di qualsiasi colore e sesso, cioé.
Perché solo l'amore salva.

ciao r

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