La vita, in abbondanza



Tu sei come la vita che ci circonda: sei abbondante e ricchissimo, doni tutto quello che sei e sembra che per te tieni niente.
Invece sei così ricco e generoso che tieni anche per te.
Gesù mio.
La tua Parola è l'unica fonte di luce e di soddisfazione e gioia.

Ascoltiamo.




«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».


Ci sono due passaggi bellissimi. che ho bisogno di sottolineare, amor mio.

Il primo è il tuo ribadire che sei venuto per dare la vita, e darla in abbondanza; proprio a noi pecorelle. Lo dici alla fine, ma lo dici anche quando ti proclami "la porta" delle pecore.
Tu sei la fonte di ogni bene per noi e soltanto chi entra attraverso di te viene per donare e non per rubare o uccidere. Solo attraverso di te diventiamo amiche della vita e vita noi stesse.

Ma il secondo passaggio mi sembra più importante.
Tu sei un pastore che sembra non conoscere il lavoro del pastore. Infatti vai avanti alle pecore e queste seguono la tua voce perché ti amano.
In realtà non funziona così.
In realtà il pastore sta alle spalle delle pecore e in bisaccia ha sassi  da lanciare contro le pecore che si distraggono o rischiano di perdersi. O contro eventuali aggressori.
David sa usare la fionda, perché è un pastore.
Ma tu, Gesù mio, tu sei il mio amore.
E allora ti fidi di me.
Non hai bisogno di metterti alle mie spalle per controllarmi in ogni momento. Ti basta far sentire la tua bella voce e sai che io ti seguirò, perchè sono innamorata di te.
Tu vai avanti alle pecore perchè ti fidi di loro, delle loro scelte, e racconti con la tua bellissima voce le "storie del buon Dio" che noi vogliamo sentire, perché Dio è quell'amore che ci doni.
In libertà.
La tua libertà di amarci e la nostra di amarti.
In libertà, perché l'unica libertà è quella dell'amore.






Commenti

Post popolari in questo blog

Magnanimità e speranza: Gesù

Lazzaro e noi; la metafora...

Il perdono è di D**...