La domenica delle palme, ... e dei bambini

La domenica dell'amore




Tu lo sai, Amico mio, siamo all'apice, al momento supremo.
Tu sei solo contro tutto il mondo, e vincerai tu.
Perdendo, e morendo.
Ma oggi è la domenica delle palme, e degli ulivi.
Palme strappate per onorare te, il Re, l'unico re che arriva su puledra d'asina, senza armati, senza legioni, senza ministri. Senza seguaci.
Solo, con donne e bambini, su puledra d'asina.
Tu, Amico mio, e solo tu lo sai.






(Mt 21,1-11)

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da
Nazareth di Galilea».





Mite.
Mite amico mio.
Ho poco da dire su questo tuo arrivo.
Tutte noi, noi donne e noi bambine e bambini, noi inermi e disarmate, noi non innocenti, noi addolorati e ferite, noi colpevoli, noi desideriamo verderti arrivare, seduto su di un'asina, bestia da soma.
Tu. il Re che è stato rifiutato da chi doveva essere liberato da quella libertà di Re.
Abbiamo voluto ucciderti, mio Re mite, ma non sapevamo chi eri e ci siamo illusi che uccidendoti ci saremo liberati della tua Parola.
Ma la tua Parola è libertà e amore. La tua Parola ci fa diventare liberi nell'amore perché lei è libertà e amore.
Non poteva essere crocifissa.
La tua Parola: sorrisi di lotte per la libertà, carezze di vittorie nell'amore.
La tua Parola sei tu, amico mite.
Gesù di Nazareth.
La Parola del Dio vivente, il Figlio di Dio, l'Amore di Dio.
Gesù di Nazareth: l'amante.




Il nostro amante.

ciao r



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