Chi è ricco?



I ricchi, gli operatori di iniquità, l'eredità d'amore dei poveri.




Tu ci parli.

Tu parli ad ognuno di noi, ricchi, occidentali, giovani (sempre giovani, anche quando siamo vecchi), intelligenti, colti, ben disposti, "buoni" o che si sentono buoni perché pagano le decime sulla menta e sul cumino, perché danno soldi ai poveri, perché un giorno alla settimana vanno in comunità da don ... a pregare così bene tutti insieme, perchè aiutano per tre ore la settimana S*** che ti ha regalato la sua vita e tutti ostacolano perché vuole aiutare chi è davvero povero.

Tu ci parli, mio Re, ed io voglio ascoltarti, sono venuto ai tuoi piedi e mi sono rivolto a te.

"In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”». 
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà»."
Mc 10,17-30




Stamani ho letto un articolo, Gesù amico mio. Parla di un altro articolo, e mette un problema grave. (http://www.ilpost.it/2012/10/14/il-vero-progressismo-secondo-leconomist/)

Il fatto è questo: ci sono, oggi, gigantesche differenze di reddito tra i "ricchi" (le fasce "alte" della popolazione) e tutti gli altri ceti. Quote sempre più ridotte di popolazione possiedono quote sempre maggiori di ricchezza, e quindi di vita, e lasciano le briciole (molte briciole, ma sempre briciole) agli altri. A qualcuno, è vero, lasciano di più (i resti del pranzo), a qualcun'altro invece solo le briciole, a qualcun altro ancora solo i cani che dovrebbero divorarli ed invece, spesso, leccano le ferite di queste e questi lazzari, e così danno loro aiuto.

Tu sai chi sono, adesso davanti a te, i fratelli Tiberio e Caio Gracco e sai che le loro proposte hanno vinto, per quel che vinsero, solo per mano di Giulio Cesare ed a prezzo della vita e della libertà dei galli.
La storia, in questo caso classico come in molti altri, ci fa vedere che la posizione attuale di chi ritiene che si "possa agire politicamente" in un campo come questo, e quindi fornisce ricette (come pensa appunto la redazione dell'Economist) è manifestazione semplice di "puro idealismo"; tu sai che con il puro idealismo si ammazzano persone, e basta.

Dopodiché, però,  il problema resta.

Ed è un problema serissimo, Gesù mio, come tu sai che ai nostri occhi rivela la vicenda Chavez in Venezuela, (o l'evoluzione del Brasile ... o quella del SudAfrica libero ... o molte altre in giro per il mondo e dove solo i tuoi occhi sanno il vero grado di distribuzione delle sofferenze e della morte al posto della vita).

Questa è la situazione.

Noi siamo solo i nostri comportamenti (tu ci hai detto: «Sia invece il vostro parlare sì, sì, no, no; il di più viene dal maligno» e significa che noi siamo solo ciò che facciamo per gli altri davanti a tutti, con chiarezza ed onestà, e chiamandoti testimone della nostra vita).




Quindi, seguendoti, ci sarebbe solo da "lavorare nelle pieghe dell'incarnazione" (come mi ha detto Pia, che tu ami), per cercare di salvare qualcosa di  ciò che è attorno a me. Per aiutarci tra lazzari, più ben messi e più mal messi, per affidare i "ricchi" all'amore eterno e giusto di nostra Madre Padre.
Ma davanti a te sento che ci sono due cose da dire.

1°. È strettamente un problema di ceti dirigenti: riguarda loro e la loro capacità/possibilità di governarci e di farci "vivere in pace" prelevando (in cambio!) quote di reddito, enormi attualmente (ed è qui il problema ... che si lega al controllo della scienza e della tecnologia, per cui servono continui e altissimi investimenti); quindi è un problema che la loro sensibilità storica deve affrontare; ma qui, Gesù Re, la "sensibilità storica" dei ceti dirigenti non è granché, a quanto pare analizzando le reazioni dei ceti dirigenti umani da quando abbiamo mangiato dall'albero del bene e del male e Dio Madre Padre ci ha chiesto perché eravamo scomparsi e non lo volevamo più.

2°. Chi è povero è libero, anche di morire a questo mondo, se del caso; chi è ricco, no. Come dici tu nel Vangelo di oggi: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».
Ma allora bisogna far capire alle "nobilitas" delle nostre terre attuali che il loro problema è esattamente questo: il fatto non entrano nel Regno dei cieli. E bisogna fargli capire che questo loro problema è nostro, in modo pressante.
Questo significa, soltanto, che questi famosi ricchi non sanno e non possono fare in realtà quel che pensano di fare nelle loro intenzioni.

Anche qui sei stato chiarissimo.

"Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: «Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?». Ma allora io dichiarerò loro: «Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l'iniquità!»." (Mt 7, 21-23).

È dovere e testimonianza nostra indicare ai ricchi la tua Parola, instancabilmente usando tutto l'Amore Santo di Dio Madre Padre e di cui viviamo.
Perché anche dalla loro salvezza di ricchi dipende la nostra salvezza di poveri.

E dipende anche la giustizia d'amore che è Dio, il Santo, la Madre Padre, l'unico persona buona. Sempre sia benedetto il suo Nome.

ciao r



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