La tua etica, mio Re.


Cagliari, 15 marzo 2011, ore 16,03
Quel'è il modo di tuo Padre, il Santo il Nome, di parlare a noi? 

Sei tu, mio Re, Signore, sei tu il suo modo per parlarci. 

Il modo di Dio per parlare con noi, di te e di noi. 
Un modo per parlare di noi, con te e davanti a lui, il Dio Santo e Padre.




Dell'etica si dicono tante cose. 
Si dice sopratutto molto male. Invece se l'etica è qualcosa, mio Re, è qualcosa che parla del mondo e di come è. L'etica siamo noi che parliamo di noi stessi sotto il filtro dell'universale.
Ma senza badare a te.
Signore mio, mio Re, ma lo sai che è difficile costruire un'etica a partire da te?
Ti sei messo a dire cose incredibili, e fin prima di nascere.
Appena concepito e già tua Mamma annunciava la deposizione dei potenti dai troni ed il rinvio dei ricchi a mani vuote. 
Poi tu hai continuato. 

Beati (allegri e gioiosi)
... i poveri ... i miti ... gli afflitti ... gli affamati ed assetati di giustizia ... i misericordiosi ... i puri di cuore ... gli operatori di pace ... i perseguitati a causa della giustizia ... 
Ecco, non è mio bel Re che pensi subito a noi, noi che ti seguiamo cercando di capire che cosa vuoi da noi ... a noi non pensi subito, ci pensi soltanto dopo quest'elenco un poco folle ... scusami amico mio, ma un poco folle lo è proprio ... 
beh, arrivati a questo punto ci pensi, a noi, a noi che ti seguiamo ...

... beati voi (noi) quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e diranno ogni sorta di male su di voi (noi) per causa mia (tua) ...

Ecco, mio bel Re, forse era meglio se a noi non ci pensavi ...
Ma tu ci ami e l'amore pretendo amore, dono, accoglienza e risposta.




Tu Amore.
Tu, stupore e meraviglia del mondo.
Tu, amico selvaggio e dolcissimo, mai domabile e sempre docile e accogliente. 
Tu, amico fedele, santo di amicizia e di amore.

Ma perché cerco la consolazione di un'etica se ho te? 
Tu, fonte e irradiazione di amore.
Libertà vivente e santa.

Mio Re, mio Signore, mio Amore.
Fammi uguale a te, proprio come te.
Uguale a te in tutto e, specialmente, nella tua Croce che mi accoglie e mi consola.

Ecco, mio bel Re.
Ecco dove finisce ogni mio tentativo di scrivere di etica a partire da te. 
Non ci riesco e sono sicuro che è colpa mia e della mia ignoranza. 
Ma ogni volta che ci provo, finisce che devo parlare d'amore con te, e se c'è una cosa che contraddice ogni etica è proprio l'amore, perché l'amore è un dono così gratuito e inarrivabile che non si può pensare a come fare se non facendolo e negando tutto quello che nega l'amore che mi vive. 

L'amore si può solo fare, non parlarne.

E per fare amore insieme a te serve solo la tua e la nostra Croce e la speranza che nasce da tuo sepolcro vuoto, dalle tue bene raccolte e lasciate.
Neppure tanta luce, ma solo quella che ci serve per fare un passo avanti.

Ecco.
Tu non parli della realtà, tu ci parli d'amore. 
Ecco perché non sappiamo smettere di ascoltarti, ecco perché è così bello seguirti. 
Perché vista da quest'amore, vista con questo amore Dio, la "realtà" diventa anch'essa ricca fonte d'amore. 
Come una sposa, come una promessa, come un bacio.
Come la tua carne risorta.

Qui. 




Solo qui dobbiamo stare, davanti alle vanità del mondo che vuole pensare a se stesso in modo ordinato e non ci riesce mai. Perché si pensa nel chiacchiericcio e nella vanità, perché si pensa male e nel male. Perché si pensa senza doni d'amore, nella paura del silenzio.
Perché si vuole pensare senza di te. 

Perché solo tu, il Re, l'Amore, sei l'amore che pensa a donarsi. 
In Amore e perché tutti siamo amore.
ciao
r

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