Le lampade alla cui luce ci rallegriamo

Tre giorni di Parola, tre giorni di "sussurri e grida" nel mondo ed in questa mia Italia.
Mio Re, mio bel Gesù, aiutaci a stare in questa terra come stranieri, come migranti, come clandestini, come ospiti.

Quella di ieri, ci ricorda alcune cose importanti: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui». (Lc 7,24-28)

Ci sono molte persone che non seguono la tua strada, che cercano "abiti di lusso" e non le voci che parlano del tuo arrivo, ci sono persone che fanno stragi ed uccidono, anziché fare dono di se stesse alla vita, più povera, degli altri.
Ci sono ancore sfruttamento e violenza.
Ma ci sei ancora tu, mio Re.
C'è la tua "bella notizia" di oggi che ci ricorda, tra l'altro: «Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce». (Gv 5,33-35)

Ecco, mio Re, quante persone attorno a me sono una "lampada che arde e risplende" ed alla cui luce possiamo riscaldarci!














Di queste persone mi preme ricordarne solo una, alla cui luce proveniente da te tutte e tutti ci stiamo riscaldando.
Il Papa, Benedetto XVI. Il tuo servo minore e più piccolo.
Oggi ha mandato un messaggio per la pace, che invita tutti noi a metterci in ascolto ed in relazione con i giovani, perché solo se i giovani sono educati alla pace ed alla giustizia il mondo è e sarà al sicuro.
Questo messaggio voglio ricordare, accanto al tuo ricordo di Giovanni.
Perché ciascuna e ciascuno di noi è "Giovanni" per ciascuna delle altre persone che la circondano.
E deve fare dono di sé, come educazione alla pace, preparazione delle strade dove tu vuoi camminare per raggiungere il nostro cuore e cambiarlo in amore.


ciao
r

http://www.osservatoreromano.va/giornata pace

Commenti

Post popolari in questo blog

Magnanimità e speranza: Gesù

Lazzaro e noi; la metafora...

Il perdono è di D**...