20 novembre 2011, XXXIV domenica del tempo ordinario

Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell'Universo.


"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna»." 
















 «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». 




Amico mio, tu e soltanto tu sei Re.
Re dell'Universo e dei multiversi che esistono insieme al nostro negli infiniti mondi, belli,  brutti, inermi, violenti, e duramente bisognosi d'amore vivi qui dentro di noi.
Tu sei quel Re che può essere amato ed obbedito solo attraverso i "più piccoli" tra di noi. 
Soltanto attraverso le donne ferite ed umiliate, quelle donne creatrici di vita e capaci di "farsi Dio" nel loro amore di lavoro quotidiano, tu sei Re.
Soltanto attraverso i poveri e i derelitti, i prigionieri, i disperati della vita, i mercenari di morte, coloro che hanno perso ogni speranza ed aspettano solo te e neppure lo sanno, soltanto attraverso loro tu sei Re.
Soltanto attraverso i bambini, gli umani che sono del tutto indifesi, tu sei Re, in quei bambini che subiscono violenze e spesso neppure lo sanno perché inermi ed incapaci di difesa, soltanto attraverso loro tu sei Re.
Soltanto attraverso gli sconfitti, i peccatori, i ladri e le puttane, soltanto attraverso coloro che hanno perduto la loro vita e la cercano negli scampoli della vita degli altri, tu sei Re.
Soltanto attraverso i poveri ed i miseri, gli orfani e le vedove moltiplicate dal progresso di morte delle nostre civiltà, soltanto in loro tu sei Re.
Soltanto attraverso chi ti nega e spesso ti nega con amore furioso e amaro, tu sei Re.

Mio Signore e mio Re, allora fammi tuo servo e tuo cavaliere. 

Fammi tuo amico capace di combattere questa battaglia di gioia con te e per te, che sei Re ed hai già vinto a vantaggio di chi è sconfitto ed ha bisogno di te.
Urgente bisogno del Re.




ciao
r

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