10 dicembre 2010, venerdì della 2 settimana di Avvento

"In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie»." (Mt.11,16-19)










"Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie."


Gesù mio, Signore e Maestro, per quali opere potrà essere riconosciuta "giusta" la nostra sapienza?
Dentro quale accoglienza sapremo superare le nostre irrisioni di bambini che si scagliano l'un l'altro, per arrivare a vivere senza amarezza? 
E così stare solo liberi Dio ed attraverso di te, Cristo Gesù.
Dove resta la vita, tra i nostri vecchi paesaggi urbani? dov'è il primato delle nostre tracce di cose e di materie oltre la luce e dentro la luce, che ci prende e ci accoglie?
ciao
r

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