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7 dicembre 2011, mercoledì della seconda settimana di Avvento.

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«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».  (Mt 11,28-30)  Perché nel caos di oggi, mio Re, abbiamo urgente bisogno del tuo giogo, abbiamo sempre più necessità del tuo peso dolcissimo. Perché se la confusione ancora domina tra di noi, solo in te c'è quella pace, quella riconciliazione, quell'amore che soli danno pace, riconciliazione ed amore. Tu ci supplichi di lasciare che tu stesso ci riconcili a Dio, il Padre che ci ama. Perché solo quando siamo riconciliati con Lui, il Santo, il Nome, la Vita, solo dopo il suo amore ed aver compreso cos'è questo amore così sovrabbondante, solo in questo momento ed in questo modo siamo amanti delle nostre sorelle e dei nostri fratelli.  Perché solo allora l'amore di Dio ci riempie e ci fa diventare dono, sopratutto n...

6 dicembre 2011, secondo martedì di Avvento

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Lasciarti costruire la pazienza. Tra ieri ed oggi ci sono state passaggi della tua parola molto importanti per capire come dobbiamo "far tacere" il mondo e "tacere" noi, proprio per non aumentare tutto il fracasso del mondo. Ieri, lunedì 5 dicembre 2011: "Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».  Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire «Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio»."  Oggi, martedì 6 dicembre 2011: «Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli,...

4 dicembre 2011, 2° domenica di Avvento

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Che cos'é l'Avvento? Mio Re. Marco è il tuo evangelista di quest'anno liturgico. Nell'ultimo capitolo prima della tua Passione ci raccomandi di fare attenzione ai segni che possiamo percepire e capire:  «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina».  (Mc 13,28) Ecco, mio Re, vorrei provare davanti a te a capire l'Avvento, questo periodo di penitenza e preghiera in attesa del ricordo, cioè, della conoscenza della tua incarnazione. Quali sono i segni del tuo ritorno? Non so dove posso guardare per vedere i rami del fico, per scorgere i segni della primavera, i cenni del tempo che cambia e della fioritura che arriva, il preannuncio della vita. Ma non devo guardare lontano, Amico mio. Confondo troppo spesso il caos dei troppi sistemi di comunicazione con il silenzio che tu chiedi per poterci far ascoltare la tua voce. Ecco, mio Re, forse è questo il segno dell'Avv...

03 dicembre 2011, dopo i vespri verso la seconda domenica di Avvento

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Bene, mio Re, riprendiamo il cammino. Per navigare il tuo amore, perché tu ci (e mi) faccia capaci di accogliere il Padre in tutta la sua Santità semplice, lasciando lo Spirito d'amore soffiare dentro di me e tra di noi come vuole e quando vuole. Così riprendiamo il cammino, per svuotarmi dei miei pesi e farmi libero nel tuo amore. La fotografia che ti regalo  è, allora, un invito a salpare, alzare le vele e mettersi in navigazione.  Tu sei al timone e ci sorride lo sguardo d'amore della Mamma, tua e nostra Madre Vergine Maria - che ha lasciato una sua immagine qui a Cagliari, per fare "Aria buona" anche qui da noi.   Con questi aiuti e queste guide avremo buoni venti e buoni mari ed approderemo nelle terre dell'amore. Via, allora, in mare! Il vento soffia e non conosco la direzione. Ma, come hanno scritto molti tuoi e tue amiche, non m'interessa.  La direzione è sempre quella che ci porta all'accoglienza al Padre. E per arrivare a questa ...

martedì 29 novembre della 1° settimana di Avvento

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Tre Tre volti - un lampo Tre sguardi - una luce Tre sorrisi - una carezza Talvolta sento un silenzio sottile come una notte di mare lieve come un sorriso di vecchia tagliente come seni di ragazza Talvolta sento un lupo come un luogo ameno come un’acqua fresca come una valle celata. Talvolta scopro un piccolissimo buio attendato fulgido al centro di carne dei miei notturni (quel canto d’angeli alle mie notti) - nostalgia - quieto di carni corsa di baci frenesia d’amore un sentiero e andare andare … andiamo ... Gioia in Gesù Risorto ciao r

Ai miei amici ed ai lettori occasionali

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Qui ci fermiamo. Volevo ringraziare i miei tre amici fedeli che non mi hanno mai abbandonato e tutti quelli che, una volta o l'altra, mi hanno visitato. Volevo ringraziare anche chi mi ha seguito sempre, pure senza dichiararlo mai. Mi fermo per qualche giorno e poi, con alcuni cambiamenti grafici e di stile, riprenderemo con lo stesso nome e con lo stesso scopo. Portare la Parola di Dio come un asino porta un carico. Lento e quieto, ubbidiente e docile alla voce dei suo padrone, privo di alcun merito sulla bellezza e l'utilità del dolce carico che trasporta. Fino a che Lui vorrà. (e cinque altre foto della serie per salutarvi da qui) Gioia in Gesù Risorto. ciao r

27 novembre 2011, prima domenica di avvento anno liturgico 2011-2012

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"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.  Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.  Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»."  (Mc 13,33-37)  «Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». Mio Re, dolcissimo Amico, qui finisce questa nostra strada insieme, fatta pubblicamente, in questo anno liturgico che è appena terminato.  Mi hai insegnato molte cose e qualcuna, almeno, spero di riuscire a farla diventare carne e sangue della mia vita.  Affido a te tutto quello che sono e, mio Re Amico, cercherò di vegliare sempre ...