Conoscerti, Gesù,

è conoscere ogni amore e ogni vita, significa essere fonte di amore e vita.

Noi non ti conosciamo, Gesù, ma possiamo accettare la tua conoscenza di noi. Solo accettarti, farti entrare in noi.

Perché conoscerti significa avere esperienza di te, e una esperienza d'amore. Infatti non c'è altro modo di conoscersi che nell'amore, e qualsiasi forma prenda l'amore.

Così non ti conosciamo se abbiamo letto libri. I libri sono solo testimonianze di chi ti ha incontrato e conosciuto.
Così io ho conosciuto Teresa di Lisieux ed Etty Hillesum, e solo dopo di loro due ho iniziato davvero a "leggere" i Vangeli, a farmi cercare da te, Gesù.

La nostra testimonianza serve a far zampillare un poco della tua acqua ovunque noi viviamo.

Gesù, siamo pecore che si vantano del loro bellissimo pastore, e lo ascoltano sempre.
Così facciamo anche noi, ora.

Gv 10,11-18

«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio
».

Che cosa ci dici, all'inizio di questo brano?

«ἐγώ εἰμι ποιμὴνκαλός  - io sono il pastore quello bello».

Certo, in greco la distinzione tra "bello" e "buono" è assai sottile. Se il pastore è bello è anche, necessariamente, buono. Ma tu, Gesù, sei il "bel pastore". Il pastore, l'essere umano più bello che è finora esistito e sempre esisterà. E tu ci conosci, una a uno, personalmente e intimamente.
Questa conoscenza reciproca è l'unico miracolo che davvero ci proponi.

«Così come il Padre conosce me e io conosco il Padre»

Il miracolo di un Dio che si fa assolutamente uguale alle sue creature, perché le vuole amare una per una, singolarmente  totalmente, nel pieno delle loro esistenze. Una conoscenza che è amore e accoglienza.
Non è solo che è bello fare festa quando arrivi.
Il momento più bello è quando sei con noi e ti prendi cura di noi, una per una, per come noi siamo e delle cose di cui abbiamo bisogno.

Certo, bisogna accoglierti e proprio come quel bel pastore che ci protegge e ci difende. Quello che dà la vita per noi.
Perché tu non entri di prepotenza, come un ladro, e non ti imponi con la forza e con la violenza.
Tu arrivi perché aspettiamo proprio te, la tua conoscenza.

Questa conoscenza che proponi, e ci fai vedere in azione,  quella dell'amore che ti lega al Padre Celeste e, quindi, ci lega a te.
Tu sei qui tra noi come il bel pastore che noi conosciamo e che ci dona la vita, e ce la dona in modo delizioso.

Ma non siamo solo noi, questo è importante. L'amore che ti lega a noi umani è molto più grande di come noi possiamo sospettare e pensare. È più grande di tutto il tempo e lo spazio e lo comprende interamente.

«E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».

Non sappiamo chi sono queste «altre pecore» che non provengono dal nostro recinto. Ma la cosa importante è che diventeremo un solo gregge che cammina, felice, davanti al suo bel pastore.

Quello che è importante è che tu ci ricordi che non ci appartieni, che il bel pastore non è una proprietà delle sue pecore. Tu hai altre pecore, altrove.

Tu non ci appartieni, Gesù. Non sei la garanzia di nulla di ciò che noi storicamente (e politicamente!) siamo. Tu sei il bel pastore che ignora, volutamente, queste relazioni tra pecore. Tu sei solo l'amore e soltanto amore è quello che ci proponi.
Chi ti usa, per esempio, per respingere persone migranti, che non appartengono a «questo recinto» ma vogliono entrare a farne parte, chi fa così bestemmia il tuo Nome e ti tradisce, come Giuda, forse pure peggio di Giuda. 

Occorre amare, usando tutto il tuo amore per amarci tra di noi, perché il nostro amore è così poco che non ci basta neanche per amare noi stessi.
Occorre amare liberamente e senza costrizioni o legami, ma senza voler scandalizzare o turbare nessuno. Perché la libertà di amare ci fa sempre inciampare in te, ma ci sei sempre tu che ci raccogli e ci aiuti.
Occorre amare senza preoccuparci dei "lupi", di chi ci vuole divorare, perché ci sei tu che ci difendi con semplicità e bellezza.
Serve amarci usando la tua delizia e la tua passione tra di noi, in umiltà e perdono, per gioire profondamente di te, ogni giorno della nostra vita. Ma chiedendoti ogni giorno perdono perché l'amore con cui ci amiamo è sempre e solo il tuo e noi non lo sappiamo vivere bene, senza di te.

E questa meraviglia di racconto, questo stupore delizioso di proposta sei tu, Gesù, bel pastore della mia vita, tu, Figlio di Dio e Amore Santo e Pieno.
Tu, Gesù, cui desidero appartenere integralmente.

Se mi vuoi.

ciao r



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