"Redentore", ovvero Amarmi,

per farmi vivere nel tuo amore.



Quello che fai, Gesù, non è un messaggio di cui sei il portatore innocente, o inconsapevole. 
Tu porti te stesso, e il solo tuo messaggio sei tu. E tu sei il mio redentore.


 
Ma mi redimi in modo strano, Gesù.
Tu non sei una grande azione, oggettiva e potente, come un temporale o una larga calma di brezza sul mare. 
Tu non sei l'azione arbitraria e violenta di chi guida masse enormi di persone dentro la storia e la morte.
Tu sei l'agire libero di quell'amare feroce che sembra trascurabile ed invece è l'unico che ha peso, tu sei  la presenza lieve del cuore che c'è ma non si deve sentire.
Sei il vento che si muove tra le foglie, e poi corre a ingarbugliare i capelli di una donna; sei un filare d'erba che trema e s'inzuppa sotto i colpi dell'acqua e resiste e cresce; sei l'usignolo che canta la notte e l'allodola che stride l'arrivo dell'alba, sei lo scricciolo che si rallegra ogni giorno dei vermi che gli dai.

Sei il profumo di lavoro e di fatica che ha il cibo cucinato in casa da noi donna, ancora, madri e figlie, ancora per noi e i nostri ospiti. Sei la più antica crema di bellezza per mani di donne, fatta di panni lavati alla corrente di un'acqua freschissima, troppo, troppo fredda, troppo spesso.
Sei la cura di vita per corpi di maschi, costruiti dai giorni a lavorare la vita come terra, come pietra, come arnesi di ferro e legno.
Sei un sorriso e una carezza che arrivano d'improvviso, inattesi e immeritati.
Sei l'amore stremato, fatto corpo a corpo, con tutta la fatica del dono, alla fine di una giornata di lavoro. 
Tu non sei un dio che libera, ma che ama. Non ci regali la libertà, ce la offri da conquistare insieme a te.
Tu sei D**, Amore Immenso che regala quel che è: libertà di amare.


Ascoltiamoti.

Gv 3,14-21
"Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
".



"Signore, non ne sono capace, non ho la cultura che serve, non posso inventarmi quel che non so".
«...»
"Certo, Signore, sto con te, insieme a te, e mi godo la tua presenza. Tu mi hai portato qui e io ne sono felice, ma mica so come ci sono arrivato. So soltanto che tu sei la strada, Signore Gesù. Ma con tutto questo, quello che raccontare resta un vangelo difficile, di quelli tosti; uno di quelli scritti dal tuo amico Giovanni quando era molto in buona con lo Spirito Santo e, allora, si sono fatti questo tuo discorsetto dove ogni parola pesa come tutto l'Universo, o Multiverso che sia".
«... / ... ... // ... ... ...» 
"Come vuoi. Tu lo sai, ma d'accordo, lo scrivo per tutte e tutti".


Non c'è alcuna condanna.
Tu non sei condanna per chiunque. Tu sei la luce e chi resta insieme a te non si perde mai, perché è nella luce. Quindi non ha meriti e, per questo, immagino, non può essere giudicata, giudicato. Perché tu stesso ne illumini la vita.


Questo è molto bello, ma la cosa che oggi mi colpisce di più è che contrapponi 'fare la verità' a 'fare il male'.
'Fare la verità' significa riconoscere l'azione di D** nel mondo e nel mio cuore, significa amarla. Farla crescere in me e attorno a me. Cantarla come l'usignolo, tutta la notte, canta la sua compagna che arriva.

 'Fare il male', invece, significa lasciare che le tenebre pensino di aver vinto il buio, mentre non è vero; ma così ingannare altre persone umane, ferendole a morte con il terrore di stare nelle tenebre e al freddo. Mentre invece sono solo nella notte, in una parte della giornata, cioé, e rifiutano, non vogliono ascoltare il canto degli usignoli e delle allodole che porta a loro la tua voce. Non vogliono ascoltare lo Spirito, cioè te, che parli loro da ciascuna delle cose e vite che sono e stanno attorno a loro, da cui loro dipendono. E che da loro dipendono.

Sopratutto ci sei tu.
Lo Sposo, l'Amato, il  Diletto, il più Amato.
La tua vita è il tuo messaggio e questa tua vita è D** che si dona a noi "fino alla fine", alla conclusione di ogni vita, liberando la vita dalla morte nell'unico modo possibile.
Affrontandola e facendole vedere che lei non contiene e non può contenere l'amore.
Per cui tu ci ami e sei presente ogni giorno delle nostre vite, e specialmente dove ti vorremo negare, ma non possiamo, perchè anche lo scricciolo canta e la sua voce si sente sempre. 
Così, nei rombi e nei tamburellare delle nostre guerre il cinquettio leggero del tuo Vangelo testimonia l'amore.

E vince, perchè ha già vinto.

ciao r







 

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