Il senso della preghiera

per Gesù di Nazareth, e per D** suo Padre.


Quanto ci illudiamo di pregare, Gesù mio.

 

Son partito in questo viaggio con te con alcune convinzioni precise sulla preghiera. 
La più importante era che, con la preghiera, si tratta di una richiesta. L'umano fa una richiesta al divino, affinchè il divino rimedi e aiuti la sua debolezza.
Anche prima di partire insieme, Gesù mio, ti sei curato di smentire questa teoria.
In questi dieci anni ho accettato - e quanto faticosamente tu lo sai, amore mio - che la preghiera è innanzitutto ascolto e, quindi, silenzio da parte mia. 
Mi devo mettere da parte, come il tuo amore Giovanni di Zebedeo si mette da parte quando scrive il tuo Vangelo, e così si confonde con lo Spirito. Cioè con te.
Perchè questo ascolto che è preghiera non è quello del soldato verso il suo superiore, ma quello dell'amante con l'amata o con l'amato, e mentre si amano. È l'ascolto dell'amore che viene fatto.
Adesso mi metti davanti a questo brano, e mi chiedi di tacere.
Ci provo, Sposo. Ma...

... sssss... ascoltiamo.


Gv 2,13-25
"Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo
".



«Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!» 
No, è chiaro, Gesù!
Chiaramente non è questo il centro di questo episodio famoso. Questa frase è fatta per chiarire la nostra attenzione.
Infatti, a che cosa prestiamo attenzione?
A te.
A te che ti fai una frusta di cordicelle e scacci tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; getti a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesci i banchi, e ai venditori di colombe dici, appunto, quella frase sulla casa di Dio e sul mercato.
Noi prestiamo attenzione a te e al fatto che dovevi essere una furia scatenata, perchè il tempio era grande.
Ma non è a te che dobbiamo guardare. 
Dobbiamo guardare a noi. 


Tutto quello che c'era attorno al tempio era utile al tempio stesso, serviva.
Uno non poteva venire da chilometri di distanza con il vitello vicino. Doveva trovarlo lì, per offrirlo in sacrificio.
E così i cambiavalute, perchè nel tempio poteva essere offerta solo la moneta di Israele, le altre non dovevano entrare. E così via.

Tutta la nostra preghiera è organizzata così. 
Facciamo sacrifici viventi a Dio per tenercelo buono, per onorarlo riconoscendo la sua grandezza, per far vedere a Dio e a chiunque che noi rispettiamo la legge.
Ma tu ci cacci via, ci butti fuori dalla casa di Dio, perchè ne abbiamo fatto un mercato e a Dio il mercato, i nostri mercati, non interessano.

Giustamente le persone che ti guardano con diffidenza e sospetto ti chiedono con quale autorità lo fai.
Stai smantellando la nostra preghiera, il nostro modo di metterci in rapporto con Dio, e allora «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».
La tua risposta è straordinaria.
«Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Ovviamente nessuno ne ha capito nulla. Tantomeno chi è contro di te. Per loro già eri un pazzo e un pazzo ti sei confermato, solo che adesso ti sei dimostrato anche capace di fare cose illegali e pericolose.
Infatti Giovanni e lo Spirito insieme a lui si preoccupano di precisarci che stai parlando di te stesso. E i tuoi nemici subito iniziano a pensare che forse è bene farti fuori in qualche modo.
E così fai una azione impossibile, una cosa provocatoria che nessuno può capire? 
No. Anzi, è una azione che ha una grande capacità di crescita.
È un seme che fiorirà e continua a fiorire.
Perchè ci parli della libertà di Dio e della nostra relazione con questa libertà. 
Relazione imbarazzata e diffidente, difficile e pericolosa.  Perchè, per noi, le "Case di Dio" che noi gli costruiamo devono essere luoghi precisi, fatti con regole esatte, e in cui bisogna rispettare le gerarchie che ci siamo dati e che, per noi, sono davvero importanti.
La nostra preghiera è gerarchica, invece Dio è libertà e ama le libertà. Tutte.


"Ma egli parlava del tempio del suo corpo".
Il tuo corpo è il luogo "sacro" dove abita D**, Immensità di Bene e di Amore. 
Là D** sta bene, perchè tu sei un ("il", Sposo mio) Corpo d'amore. 
Ti amiamo solo se ti amiamo nel tuo corpo.
Ma tu sei morto! come possiamo amarti nel tuo corpo?
Tu sei risorto e il tuo corpo è tra noi, come preghiera, come eucaristia, come amore dato a ciascuno di questi "piccoli" che sono tra di noi.

Ma proprio "ciascuno" di questi piccoli. 
Anche quelli cresciuti fin da bambino o bambina dentro truppe combattenti guerre mercenarie sotto le più disperate bandiere piene di bestemmie al Nome Santo di D** e che in quegli inferni sono cresciuti nella morte e hanno, forse, perso la speranza di uno sguardo amico, di un gesto d'amore. 
Di un bacio regalato.
Quando avremo dato la nostra vita a ciascuna, ciascuno, di "questi" piccoli, allora sapremo con te che la preghiera è solo rendere accogliente la casa che Dio si è scelto dalla Sua Eternità amante per vivere il mio tempo.
Il mio corpo.
Allora, Gesù, aiutami, perchè questa Casa di Dio è troppo sporca per la sua libertà.
Aiutami e aiutaci, Gesù, Sposo e Corpo d'Amore.

ciao r



 



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