La bellezza di D**...

... dentro l'umana bellezza. Ecco il silenzio che ti nasconde, Divinità Amante.


Che cos'è la bellezza di D**? 
Perché, nella Bibbia come altrove, la bellezza di D** si mostra nascondendosi?
Perché il silenzio è il solo modo per ascoltarti, dolce amico?

Nascondiamoci nel silenzio, nel tuo Silenzio, Gesù, per poter fare parte della Bellezza di D** usando tutto il suo nascondersi come salvezza.

Così ascoltiamo il tuo Vangelo di bellezza.


  Mc 9,2-10
"Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti
".



L'ombra, la nube, l'oscuro copre le sciocchezze che noi umani "benintenzionati" diciamo insieme a Pietro. Infatti
D** rivela la sua bellezza e la bellezza della Sua Presenza nell'umano, Tu Sposo d'Amore, Gesù di Nazareth, soltanto con un frase significativa e terribile.
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».


Tu sei l'Amore, il più amato.
La rivelazione della Bellezza sorprendente e libera che è D** nella sua realtà appartiene a te, Gesù mio: un uomo qualsiasi, un rabbi di periferia, ma che è stato impossibile dimenticare. 

Perché sei risorto?
Sì, certo, ma sei risorto perché la tua vita ha dimostrato che dove tu passavi e arrivavi c'era ancora più vita, e in un modo che nessuno aveva mai visto prima. 
Solo occorreva rinunciare alle proprie ricchezze e seguirti. Perché non si possono seguire insieme D** e la ricchezza e la persona che pretende di conciliare insieme la bellezza di amarti con il gelo di tradirti, allora sta  scegliendo soltanto la ricchezza.
Tu sei risorto perché la morte non poteva tenerti prigioniero, perché tu sei l'amato, il più amato e, quindi, il più amante. La vita è tua e la morte non ti sconfigge.


«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».
Ma questo amore, che tu sei, si è manifestato in un territorio secondario dell'Impero romano e, a parte i farisei e i ceti dirigenti di Israele di allora, a cui tu ferivi profondamente le sicurezze e i poteri, nessuno ti ha calcolato. 
Finché eri vivo.
Poi sei morto e dalla tua Croce hai inondato il mondo attorno a te di luce e di bellezza.
Pietro, Giacomo e Giovanni quel venerdì notte della tua morte devono aver sofferto pene davvero infernali, vedendoti appeso a quel legno come l'ultimo dei farabutti, e avendo nel cuore l'irresistibile luce oscura di quella nube e di quella frase.
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».



Tua è la vita e tu sei la vita.
Innanzitutto per chi oggi è messo in Croce per ragione più rabbiose e insensate di quelle con cui fosti messo in croce tu. 
Bisogna amarti e ascoltarti, Gesù Signore.
Ma solo in quell'umano nella cui sofferenza di manifesta la presenze (oscura e luminosa) di un D** che si fa carne e vittima. 

Una Divinità Amante che non sa amare di meno che Amando completamente e quindi chiedendo tutto il silenzio di cui siamo capaci per farci ascoltare le incredibili ricchezze del suo regno che arriva e cresce tra di noi grazie alla potenza creatrice di te, Gesù di Nazareth: suo Figlio, l'amato, il più amato, l'appeso al legno, il risorto.
L'Eucaristia che ci nutre e ci disseta della stessa bellezza di D**.

 ciao r




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