D**, l'Eterno Amore...

... è qui, tra noi
 
 

«In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete»

Ad ogni Avvento ho la stessa immagine, quando provo ad ascoltare questo Vangelo del tuo amato Giovanni.
Tu, Gesù mio, sei qui tra noi e ci vivi nelle nostre carni, nei nostri sangui, con i nostri cuori, nelle nostre vite.
Noi lo sappiamo, e tutta la tua Chiesa, e comunque si configuri nell'umano, lo sa.
Eppure noi non ti conosciamo.
Davvero dopo duemila anni e chissà quanti libri scritti, ma sopratutto dopo chissà quante "storie d'amore" tra te, Gesù, e ciascuna di noi, adesso e davvero tu sei qui tra noi come «uno che non conosciamo».

Per questo vale sempre la pena di ascoltarti. Anche per cercarti con gli occhi del cuore, qui, accanto alla mia vita.
 


Gv 1,6-8.19-28
"Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando
".



 
In fondo, ma anche in superficie,  la domanda che hanno fatto a Giovanni continuano a farla a noi.

«Tu, chi sei?».

E noi che cosa rispondiamo? Se ci va bene, e non ci vergogniamo troppo, rispondiamo che siamo cattolici, luterani, ortodossi, di CL, 
e di qualsiasi altro gruppo o comunità si sia posto nella tua strada.
Va bene, beninteso.
Ma nessuno di noi risponde che è una persona che ti segue.

«Io? Seguo Gesù di Nazareth, insieme a...» perché certamente nessuno ti può seguire da solo.


Perché io sono ultimo di una lunghissima fila di persone che si sono candidate per «slegare il laccio del tuo sandalo».
Ma sbaglio a pensare questa cosa.
Perché il laccio del tuo sandalo è lontano da me, questo è vero.

Ma ci sono P..., S..., A..., A..., E..., T..., A..., S..., J..., E..., G..., R..., M..., e così via elencando, e sono persone ben vive qui con me, e a loro posso anche slacciare il sandalo, se serve, e pure senza stare a pensare troppo circa la cosa che sto facendo.
Sto slacciando un sandalo, niente di speciale.


Tu sei tra noi e io sono uno che ti testimonia.
Ma prima con le cose e i gesti e dopo, solo dopo, con le parole. 
Perché tu sei qui tra noi e io ti devo riconoscere in tutte le persone che hanno bisogno di me.
Cioè di te, attraverso di me. E devo cercarti perché anche io ho bisogno di te ed è solo in loro che ti trovo.






 

Non è semplice, per me.
Ma tu, Gesù, puoi farmi obbediente e docile. A te e al tuo amore e al D** Eterno Amore da cui tu vieni e di cui sei parte.
Per farmi essere amore.

ciao r



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