L'amore cambia chi ama...

...anche D**.
 


"Il Dio è l'Uno, l'Immobile, l'Eterno. Impossibile cambiare il Dio". Così dicono i filosofi, certi dei loro discorsi, nell'intelligenza delle loro ragioni.
Tuttavia mi sembra, Gesù mio, che tu hai agito diversamente. Infatti tra la netta preferenza per chi è piccolo e chi è bambina e la scelta di dare "la buona notizia di D**" innanzitutto a chi è nella povertà - e in tutte le possibili situazioni di povertà - la tua opinione su questo D** che tu chiami "Padre" (Abbà, che significa babbo, papà ... più che padre in senso eticamente alto), tuttavia mi sembra che tu pensi che l'amore può cambiare anche D**, il Solo Amore.
Qui, in questo vangelo di questa domenica, c'è un altro esempio molto bello.
Ascoltiamo la tua Parola, Gesù.


Mt 15,21-28
"Partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita".

Ti viene dietro gridando.
«Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio».
Tu la ignori e lei ti vien dietro, ostinata.
Gridando.

Eravate in Galilea, dove le folle ti seguivano e tutti ti chiedevano qualcosa. Arrivi a Tiro e Sidone, in pieno territorio pagano, e nulla ti aspetti che ci sia lì.
Invece c'è questa Cananea, questa Greca, questa Fenicia che ti viene dietro e che sa qualcosa di te.
Ti chiama "figlio di Davide" e ti chiede una guarigione, una cura. Perché la figlia sta molto male e nessuno capisce questo male della figlia.
Questa donna Cananea sa qualcosa di te. Certo. Ma sopratutto sa che tu puoi guarire la figlia. Sa che davanti al tuo potere nessun diavolo e nessun male possono resistere.
E così ti segue, gridando.
Sei la sua unica speranza. La sola fede che questa donna non di Israele possiede è in te, nel Maestro di Nazareth, in quel profeta di Israele che può guarire sua figlia. Se vuole.
E lei ti chiede di volere.
Ma tu non vuoi. Dici di no.
L'unica volta in tutto il tuo vangelo in cui tu dici di no, e sembra un no decisivo.
«Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Però hai compassione per lei e ti fermi e lei arriva e si butta ai tuoi piedi.
Tu la guardi, sono sicuro, e lei da terra, ne sono certo, ti guarda negli occhi.
Ascoltiamo il pezzo.


"Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni»".


Gesù, la tua risposta all'ultimo "aiutami" di quella donna è durissimo, appena attenuato dal vezzeggiativo di "cagnolini".
Il cibo dei figlio non va dato ai cani.
Ma la donna ha una figlia che urla di dolore, che ha qualche demone dentro, che soffre. Ma quella donna ai tuoi piedi, Gesù, ha un dolore mischiato al dolore della figlia.
E anche i cani soffrono, anche chi non è figlia soffre.
Così la sua risposta rovescia la logica di D**.
Il cibo di D** e le sue opere sono solo per i figli, non per i cani che stanno sotto la tavola dei figli. Così tu rispondi.
, replica la donna, ma questo cibo e queste opere di D** sono così ricche e abbondanti che anche noi cani ci nutriamo con le briciole che cadono dalla tavola.
"Guarisci mia figlia!" non è riportato da Matteo e son sicuro che la donna non l'ha detto.
Secondo me, invece, ha sorriso. Gesù mio, ti ha sorriso perché stava trionfando di te e poi ha chinato il capo. Fiduciosa, finalmente tranquilla.

E tu - ne sono sicuro, amore mio - tu le hai toccato la nuca, le hai fatto una carezza sui capelli perché riconoscevi l'amore.




 «Donna, grande è la tua fede!»




L'amore ci cambia.
L'amore cambia la vita e le opere di chi ama.
Ma fino a te, Gesù di Nazareth, amico mio, fino a te non sapevamo che l'amore - anche il nostro amore che ci sembra ed è piccolo e fragile - cambia anche D**, il Solo Amore.


Ma questa cananea di cui non sappiamo il nome, questa donna non figlia e non appartenente alla tavola, eppure così amante, così abile e intelligente, questa donna amava.
Anzi. Ama. 
Amava quella figlia tormentata da un male ignoto e che tu le restituisci.
Ama, ancora, tutte le persone che amano altre persone afflitte da dolori e fatiche e ti chiedono un intervento.

Forse te lo chiedono male, Gesù, anzi. Sicuramente.
Ma sanno che il tuo pane arriva anche a loro, e che anche loro si nutrono delle briciole che cadono dalla tavola di D**.
Sanno che non ci sono differenze tra chi si nutre di D** e a qualsiasi nome appartenga.
Io le voglio bene, Gesù, perché è anche grazie a lei che tu sei arrivato pure a me.
Ma le voglio bene perché mi insegna che "fede in D**" è anche voler cambiare il suo amore con il nostro amore.
Dedicarsi all'amore che ci cambia.





Insieme.

ciao r


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