La luce e ...

... è la sua voce.



Non è lieve la tua spada, Gesù, anzi, è molto profonda e mi riguarda.
Mi riguarda personalmente, pure se so di ospitarti nel mio cuore, anche se desidero che tu faccia tutto quel che desideri con quel che resta della mia vita. Anche se cerco di lasciare che ciò accada.

Perché bisogna avere luce da te, ma insieme dobbiamo farci risanare da te per saper vedere la luce, e poterne ascoltare la voce.



«È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi».

Gesù, fa che non diventiamo ciechi. Aiutami a vederti




Gv. 9,1-41
"Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
".




Gesù, la domanda non è "Chi sei tu?". 
Lo sappiamo benissimo chi sei: sei chi guarisce e così ci ridà la vista, ci restituisce l'udito e ci rimette in sesto le gambe e le mani, così da farci vivere liberamente.
La domanda è: Perché vogliamo restare ciechi? e sordi, zoppi, monchi, qui a chiedere l'elemosina, a implorare aiuto e a invidiare chi ci sembra abbia tutte le belle cose che non abbiamo noi.
Questo episodio ci illumina sul vecchio, antico e umano meccanismo di "noi e loro". Chiunque sia "noi" e chiunque sia "loro".
Giovanni in questo brano è cronachistico, fa un racconto da blog, da scrittura di rete, essenziale e che si fa capire da tutti.



C'è un cieco. Tu lo guarisci di sabato. La reazione di chi detiene il potere culturale e religioso è assolutamente tipica. Tu sei uno che nega Dio e, quindi, è figlio del diavolo.
In realtà la vicenda ha due lati. L'ammonimento ai tuoi discepoli sul fare domande cattive, che cioè "tentano D**", e lo scontro con i farisei e gli scribi per metterli in crisi.

I tuoi discepoli ti fanno una domanda cattiva. Tu non li rimproveri, ma la tua spada è affilata e taglia.
E li metti davanti alla realtà.

«Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
E ai tuoi discepoli che fanno domande cattiva fai vedere come "il mondo" non vuole le opere della luce. Perché vuole continuare a vivere nel buio.



I farisei e gli scribi si oppongono a te con durezza e cercano lo scontro, che tu eviti. Non è ancora giunta la tua ora.
Ma hai la libertà e la dolcezza di osservare che ciascuno di noi, davanti alla verità che si manifesta, può scegliere se ascoltare e vedere o diventare sordo e cieco.
"Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».".
Noi vediamo. Non è vero, vediamo solo quel che vogliamo vedere. Allora siamo ciechi.
Ciechi e colpevoli di essere ciechi.
Questa bellissima narrazione di Giovanni si commenta da sola e non c'è bisogno di altri interventi.
Ma su un punto, solo un punto, però, vale la pena richiamare qualcosa.



Il cieco nato, ora che ci vede, sa distinguere benissimo tra fumisterie e realtà e, avendo chiesto la carità per anni, sa distinguere benissimo tra chi è persona "decente e corretta" e chi invece, almeno con lui cieco dalla nascita e totalmente povero, è sempre stato indecente e scorretto.
La sua ultima risposta è beffarda, perché vogliono un suo consenso che lui non può dare, perché non è vero, non appartiene alla sua vita.
Allora il punto che merita di essere sottolineato è la risposta dei farisei.
"«Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.".

A quante persone giovani migranti di altre provenienze religiose e linguistiche abbiamo detto la stessa frase?
A quante persone diverse dallo schema "eterosessuale, monogamico, fedele, fecondo" abbiamo ripetuto questo insulto?
A quante povere e incattivite, rese storte e cattive dalla "vita", cioè da noi, abbiamo gettato in faccia, a manganellate e a idranti, la stessa maledizione?


Gesù, perdonaci. Non dobbiamo pensare di vederci, non dobbiamo credere di avere tutta la tua luce, né che la tua spada a doppio taglio sia rivolta a noi solo dalla parte del manico e non della lama. Anche.
Gesù perdonaci a aiutaci a essere liberi.
Obbedienti e docili a quell'amore che è sovrano nelle nostre vite e che ci fa vivere, sempre.

ciao r








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