Gesù è libero, e insegna...

... a fare libertà. Si tratta di fare doni, e di farli costosi.


Ne va della vita.
In questo caso del Vangelo di Gesù di Nazareth, il Cristo di D**, ne va della concretezza della vita e ne va duramente, immediatamente.
Pensateci.
 

Sei una donna, una bella donna e lo sai, e hai quasi trent'anni ma non ancora e ti sembra di sentirti già vecchia. Ma forse è una civetteria.
Appartieni a una comunità agricola posta in un territorio dove passano molti stranieri. Lì possiedi qualcosa di cui ti occupi e tieni una specie di locanda dove ospiti mercanti da tutto il mondo e che passano da te, nella tua terra. La Samaria.
Sai che le donne non sono granché considerate neppure lì da voi, ma sai che lì, da voi, possono avere una vita anche molto libera. Almeno lì, da te, in Samaria, e attorno agli inizi del I secolo d. C. e pure se tu non lo sai. Però sai che ci sono anche posti dove le donne vivono condizioni molto più dure delle tue.
Tu hai potuto e voluto avere una vita libera e ti sei data a sei uomini, ma nessuno di loro ha soddisfatto la tua sete, ha dissetato il tuo amore.
Al paese parlano di te, lo sai e non t'importa. Comunque hai buoni rapporti.
Certo, vai a prendere acqua quando è caldo. Ma sei forte e non vuoi incontrare nessuno: non sopporti le chiacchiere oziose, tu sei una lupa selvatica e il paese lo sa. Per questo ti rispetta.
Poi, arriva quel giorno e già da lontano lo vedi.
È molto bello! Caspita se è bello! lo è come solo i giudei possono essere belli.
Lo guardi da lontano e vedi  una bellezza aspra e autentica, di quelle che dissetano, ma senza ma toglierti la voglia di berne ancora.
Un bellezza dura con qualcosa di incredibilmente tenero. Come un bambino.
Lo guardi due o tre volte, mentre arrivi al pozzo, e poi al pozzo non lo guardi più. Ma il cuore ti batte forte e come ti rivolge la parola si ferma... adesso gli muoio davanti... pensi, ma il cuore riprende e sai come rispondergli.
Ma cosa vuole da te questo guru, questo santone galileo... dall'accento è un galileo... di sicuro arrivato fin qui con quegli altri che erano al paese. Cosa vuole? vuole me? ... s'è stufato di cercare Dio e gli basterebbe una donna? ... Però che bello! ma che cosa mi dice?... lo ascolto... sì... lo ascolto e me lo bevo tutto...



Gv. 4,5-42

"Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
".





Lei almeno un pensiero su di te se l'è fatto.
Certo, solo un pensiero. Poi tu dovevi essere irraggiungibile, o quasi.
Ma aveva la tua carne e il tuo odore.
Io ho solo le tue parole d'amore, e neppure sono una donna.
Però anche io posso scrivere, e dire, come i compaesani della tua amica di Sicar, che ti ho ascoltato parlare e so che tu sei "veramente il salvatore del mondo".
Sì, Gesù, ci sto girando intorno.
Il centro, il punto infuocato di quello che dici a quella tua amica è che D**, il Padre, va adorato, ormai, solo in spirito e verità. Perché D** è spirito e la verità è la condizione irrinunciabile dell'amore.
Però mi affascina questa donna e il modo in cui diventa tua amica.
Perché? Perché mi affascina?
 

Perché tu dici, a lei, la verità su di lei, senza minimamente condannare nulla della sua vita. Solo notando che ha cercato qualcosa che non ha trovato. E le doni l'amore. Le proponi l'amore che libera.
«L'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».
E lei ti crede e lei torna al paese e annunzia che ha trovato il Messia... almeno potrebbe essere il Messia.
E le credono.
Almeno il tanto per sapere che una donna come lei non parla a vanvera di Messia.
Così ti fermi lì due giorni e acquisti altri discepoli e discepole. Hai altro ascolto.
Ma sopratutto hai dato libertà, il senso vero della libertà. Cioè l'amare, la capacità e la scelta di amare. La decisione di fare della propria vita una sorgente continua d'amore.
Perché ci fai capire che le nostre seti d'amore sono soddisfatte soltanto dalla decisione di diventare noi stesse fonti e sorgenti d'amore, di quest'acqua che ti disseta solo quando disseta altre persone.
Allora noi saremo lo spirito e la verità in cui amiamo e adoriamo D** nell'unico modo possibile.
Amando attorno a noi e alleviando le solitudini e le siccità dell'amore perché siamo diventate fonti d'acqua fresca.
Come te, Gesù.



ciao r





























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