Solo D*** è ricchezza...


... di vita e di amore.





Gesù, tu ci presenti D** come amore, amore genitoriale, amore di Padre e Madre, amore  gratuito e libero.
D** Amore Forte per noi. E ci chiedi di scegliere questo amore.


Gesù Signore, ti opponi nettamente alla ricchezza perché sai benissimo che noi tendiamo a farne l'unico vero dio, quello a cui crediamo sempre volentieri, facilmente.
Invece ci proponi D** Amore come nostra unica ricchezza, come nostra vita, e ci fai capire quanto sia per noi bello e necessario, indispensabile e urgente affidarci all'amore gratuito e potente di questo D**, che ci ama.
E ci ama infinitamente.
Ma ascoltiamo la tua Parola.


Mt 6, 24-34c
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. 
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».





Ci chiedi di vivere così, capaci cioè di amare e di amarci.
E per essere capaci di questo bene ci proponi di non preoccuparci di tutte le cose che stanno sotto l'amore.
Dobbiamo vivere per amare e non amare per vivere.
Per esempio, è chiaro che vestirci è importante, che il modo dei nostri abiti ci rappresenta. Infatti gli abbiamo dato un nome. stile.
Ma la nostra occupazione vera deve essere vivere amando ed è da questa scelta fondante - fondamentale - che deve dipendere il come ci vestiamo, e mai il contrario.

Allo stesso modo il cibo è qualcosa che ci appartiene profondamente; eppure noi mangiamo per fare amore e mai il contrario.
Ci nutriamo per essere capaci di amare, e niente affatto amiamo per essere capaci di nutrirci, e sempre meglio, e sempre di più.



Sembrano suggerimenti del buon senso. Magari è proprio così.
Ma insieme a questi suggerimenti di buon senso tu aggiungi un momento "altro", una scelta fondamentale e diversa, un suggerimento che ha lo scopo di farti, di lasciarti costruire e fondare, in noi e nelle nostre vite e cuori, la nostra relazione con D** Potente nell'Amore.
Ci chiedi di lasciarti costruire in noi la fiducia e l'affidamento a D** Padre e Madre, solo amore; unica libertà vivente.
Infatti il regno che ci proponi consiste nell'affidarsi a D** Amore, e nel fare di questo affidamento una scelta quotidiana della nostra vita, come è quotidiana la "scelta" dei gigli selvatici di vivere in modo da offrirsi alle altre vite selvatiche dei campi, dei suoli e dell'aria, e di fare questa offerta nelle loro reciproche bellezze e semplicità, senza farsi mai domande di senso, senza accumulare domande sui loro futuri e sui modi dei loro controlli.




Infatti a noi spetta amare e non controllare i nostri futuri e quelli delle vite attorno a noi e di cui noi siamo custodi, così come non spetta a noi decidere e scegliere il senso della vita.
L'unico senso autentico della nostra vita è quello che emerge dal nostro affidamento a D**: essere un dono d'amore vivo dentro questo mio oggi vissuto con tenerezza, con leggerezza, con serietà, con impegno, esattamente come un airone rosa o uno scricciolo impegnati nella nidificazione.



Sapendo che la vita vale per tutta la ricchezza immensa che è, e conoscendo che è bellissima così, con tutti i suoi piaceri, le sue gioie, le sue difficoltà e i suoi marasmi. Sapendo che ogni giorno va vissuto per quello che ci viene donato e che noi doniamo, senza preoccuparsi del domani, perché «il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Cercando così di accogliere «il regno di Dio e la sua giustizia» in ogni momento di bellezza e dolore che ci accompagna nella vita.



Perché solo così la vita e la bellezza fioriranno anche in noi e da noi: come acqua che sgorga da una sorgente, come bellezza che si accompagna ai sorgere dei giorni e ai loro tramontare..
Come D**, il solo amore.
Ciao r









Commenti

Post popolari in questo blog

Magnanimità e speranza: Gesù

Lazzaro e noi; la metafora...

Il perdono è di D**...