La parola e l'amore...

... sono parole e amori, vita, esistente nelle nostre vite intrecciate.




C'è qualcosa, Gesù sposo, che mi fa impazzire nel meraviglioso brano evangelico che ci regali questa settimana.
La conclusione.
Quel bellissimo «non giurate affatto» con cui il  brano conclude, raccomandando di essere sintetici e chiari.
Se diciamo sì, sia sì, se diciamo no, sia no.
Il resto, tutto il resto di cui ci nutriamo noi ogni giorno, viene dal maligno.
Tu lo puoi dire a voce alta e con libertà e pazienza, perché tu sei l'amore, quell'amore che vive della Parola di D** che è diventata carne e sangue, passioni e scelte, amore e libertà.
Che sei Tu, Gesù sposo, tu che da Nazareth di Galilea e dall'ultimo clan di David re sei arrivato fino a noi, a questo mondo nato da te e dalla tua Parola, di D**.
Tu che ci insegni a parlare dentro alla presenza di D**, cioè con amore, con la Parola di D** e nel suo regno.
Ascoltiamoti.


Mt 5,17-37
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno
».





Mi colpisce sempre, in questo brano, Gesù mio, il fatto che tu non dai affatto torti o ragioni. Semplicemente indichi dei comportamenti necessari al di là dei torti o delle ragioni, che qui non interessano. Evidentemente.
Il primo passaggio è una contraddizione interessante.
Bisogna rispettare la Legge, cioè l'Insegnamento di D** scritto nei cinque libri della Torah.
Ma bisogna superare la giustizia di scribi e farisei.
Bisogna che la nostra giustizia sia molto più abbondante di quella di scribi e farisei.
Ma costoro sono perfetti interpreti della Legge, che eseguono alla perfezione in ogni suo comma.
E allora?
Come possiamo superare, abbondare nella giustizia più di chi interpreta perfettamente le regole dell'Insegnamento di D**?
Cambiando punto di vista.
Completamente.
Per esempio, smettendo di chiederci chi ha torto e chi ha ragione e, quindi, smettendo di pensare che chi ha torto vada punito e chi ha ragione vada premiato.
Tu qui parli d'altro.
Parli d'amore.
 

 «Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia...», magari, Gesù, mio fratello ce l'ha con me perché gli ho detto che se mi prende l'eredità dei nostri genitori è un ladro e gliel'ho detto in pubblico. Per questo ha qualcosa contro di me.
Devo andare da lui e "riconciliarmi" con lui?
Beh... mi sembra di sentire (e non vedere, sentire) il tuo sorriso, d'amore.

 «Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché...», anche qui, Gesù. Il mio avversario è persona prepotente, magari malvagia. Anziché oppormi mi devo mettere d'accordo con lui mentre siamo ancora vivi (mentre sei in cammino con lui)? Ma allora non c'è giustizia!
... anche qui, Gesù, sento il tuo affetto e il tuo amore per me e per il mio turbamento.


«Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore»... solo a guardare? ma... ma Gesù, allora conviene fare sempre... e allora sì che gli adulteri aumentano... scuoti la testa, Gesù, lo sento. Ma non ti allontani, mi sei sempre vicino.


Mi sembra di non capire.
Questa "abbondanza" di giustizia che dobbiamo avere rispetto a quella di scribi e farisei consiste nel fermarsi al significato più immediato dei comandamenti e dell'insegnamento di D**, senza interpretare e mettere clausole.
Non desiderare la donna d'altri è il comandamento, l'Insegnamento di non voler turbare le vite altrui entrando di potenza e di seduzione in altri equilibri. E non importa se siamo in presenza di un "matrimonio riuscito", di un "amore grande", di un "rapporto difficile e squilibrato".
Io, maschio o femmina che sia, non devo sedurre e farmi sedurre - e neanche solo nella mente e nella fantasia - dal partner di altre persone. E maschio o femmina che sia.
Così amare i propri fratelli, anche se non sono "buoni" o se si comportano male con me. Non dobbiamo farci odiare da loro, in nessun modo. Ma senza imbrogliarci con le parole.
Se diciamo sì è sì, altrimenti è no.



L'amore è difficile? Sì, l'amore è veramente difficile. Amare è molto difficile. Perché amare va oltre ogni condanna e ogni approvazione. Amare è una solidarietà che va oltre i torti dell'altra persona umana con cui ho a che fare.
Amare smuove i cuori e li mette in sintonia. Ma è una sintonia che può anche far male, creare dolore. Che può ferire.
Tu sei l'amore, Gesù, e ci inviti ad amare. E lo fai dicendo sì per dire sì e no per dire no.




Per questo tu sei segno di contraddizione per molti umani. Perché per amare occorre scegliere ogni volta, e ogni volta daccapo, contro tutte le prove che ci vengono fornite.
Fino alla vittoria del nostro amore?
Sì certo.
Ma sopratutto fino alla sconfitta.




ciao r









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