Gesù è (e) la vita


Tu sei la vita, Gesù, e sei la vita piena di gioia e felicità.




Ma perché questa vita piena e felice non ci conquista subito a tutte e tutti?
Perché questa vita donata in abbondanza non riempie completamente, impedendoci ogni crudeltà e malizia?
Bella domanda.





Il tuo messaggio in questo vangelo è davvero una "bella notizia".
Ma inizia in modo strano.

Un tizio ti chiede di schierarti con lui a proposito di una ingiustizia che gli è stata fatta dal fratello sulla eredità. Non so cosa si aspettasse da te.
Di certo molte cose meno quella che è arrivata.
Tu te ne tiri fuori.
«O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
"Che c'entro io con le vostre diatribe, giuste o ingiuste che siano?" sembri dire a quest'uomo che si era rivolto a te sperando di avere consolazione almeno, o pure aiuto.u
Tu no, gli dici che non c'entri niente, che tu non sei stato nominato da nessuno giudice e mediatore sopra nessun altro.
Dichiari di essere un umano come qualsiasi altra o altro umano. Non sei il Re Messia cui ci si rivolge per avere giustizia. Tu sei qui tra noi per altre ragioni, per fare altro.
Questa semplice frase smantella secoli di identificazione di te, Gesù Messia, con i poteri politici, militari ed economici del mondo, quelli che si attribuiscono il compito che tu rifiuti: essere giudice e mediatore tra di noi. Non è questo quello che sei venuto a fare qui.

Il tuo scopo è un altro.







Lc 12,13-21

"Uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
"






Tu sei venuto a darci, a donarci, la verità sulla vita e sul mondo e a donarcela attraverso la tua vita e le cose che fai e vivi. Non attraverso un corpo di dottrine e di riti.
Tu, Gesù mio, tu sei la via la verità e la vita. Nient'altro e nessun altro.
E la prima verità sulla nostra vita è che essa non dipende da noi.
« la ... vita non dipende da ciò che ... si ... possiede». Verità semplice, auto evidente, ma che tendiamo a dimenticare sempre, costruendo progetti che vogliono durare anni, secoli, millenni.
Ma la nostra vita non dipende da noi: questa affermazione deve diventare la nostra più importante memoria consapevole, tale da essere attiva in ogni giorno della nostra vita.
Infatti essa deve liberarci dal peggiore dei nostri demoni, dei nostri idoli: la cupidigia, l'avarizia, la sordida volontà di accumulare beni e risorse per salvarsi la vita, "per decidere il futuro", come dice il cattivo di un film famoso.






Così ci racconti la parabola del ricco stolto.
Ma perché è stolto, questo ricco?
Soltanto perché fa affidamento alla sua ricchezza e non all'amore di D** e che lui rifiuta di onorare, magari rispettando ogni legge, ma non accettando la logica dell'amore, cioè il dono.
Così davanti a un raccolto particolarmente buono pensa a tesaurizzare il raccolto e a farne una scorta ulteriore per il futuro.
Non pensa, per dire, a regalarne una parte della quota eccedente il raccolto tradizionale, visto che i magazzini erano sicuramente già molto capienti. Così da costruire relazioni e amicizie d'amore che avrebbero potuto esserli utili. Invece sta solo dentro la sua cupidigia e la sua attenzione ai suoi interessi.






Perché il tema e la domanda di D** a noi è proprio questa.
Se tu lavori per accumulare beni e per non avere relazioni d'amore ma solo di interesse, la "roba" che accumuli di chi sarà? Nei soli termini dell'interesse chiunque la erediti se la terrà e sarà comunque una sorta di furto nei tuoi confronti. Solo se la tua vita è stata un dono allora ogni cosa che riceverai sarà come avere un dono. E la vita diventa reciproca, esattamente come la tua vita è sempre stata reciproca tra noi e quel D** che tu chiami Padre per accentuare la sua vicinanza e la sua presenza.
Vive tra di noi.





ciao r

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