Nessuno sarà perduto.

 La libertà e la potenza di D** sono solo l'amore.

 



Certo, ormai sembriamo tutte molto sicure di questa verità di D** che tu ci racconti. Ma che cosa significa, davvero, questa affermazione?
Mi sembra che possiamo iniziare a capirlo solo se ascoltiamo, in silenzio di cuore, la tua Parola, Gesù. 
Cercando di lasciarti spezzare questo tuo amore dentro di noi, in modo che si moltiplichi e come possa funzionare nelle realtà dei nostri vivere.

 Ascoltiamo.





 Gv 10, 27-30
«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

 




Dici poche cose, ma molto forti.

La prima cosa che ci dici è che nessuno ci strapperà al tuo amore.

E lo ribadisci: nessuno ci può strappare dalla mano di quel Divino che tu chiami Padre e in cui ti identifichi. Tu, Gesù di Nazareth, il figlio di Maria, il falegname, il figlio del carpentiere Giuseppe della dinastia di David, tu Gesù, profeta potente in parole e opere. Tu, Gesù, che sei "una sola cosa" con D**.
Che cosa vuoi dire? 
Che possiamo fare quel che vogliamo, tanto tu ci salvi lo stesso? 
Che bisogna credere in te e nelle tue azioni e parole, e solo così tu ci salvi? 
Che la nostra azione nelle nostre vite è inutile, tanto ci salvi lo stesso anche contro le nostre volontà?
Ne dubito.
Dobbiamo credere in te e nel fatto che tu "hai vinto il mondo". Ma questa "fede" non è un elenco di affermazioni. Questa fede è la fiducia nell'amore. In quel D** amore che in te si è incarnato, cioè è diventato un essere umano e un uomo. Un essere umano che ha affrontato le nostre vite solo dal punto di vista dell'amore.
Allora solo se noi diventiamo amore come te, solo allora, tu puoi spezzare le nostre vite e farle diventare amore, come è stata amore tutta la tua vita.





La seconda cosa è che noi riconosciamo la tua voce, e tu ci conosci una a una. Non ti rivolgi a noi come un re al suo popolo, ma come un amante all'amata o all'amato. Una per uno.
E in questa ricerca d'amore tu sai i nostri nomi e ci chiami per nome, una per una. Come pecore dal cuore docile e dalla mente indocile e inquieta. Ma che vicine al nostro pastore ci troviamo subito in quiete e in semplicità di vita.




La terza cosa è che tu e il Padre - quell'immenso Divino che tu chiami Padre per sottolineare che solo amore - siete "una cosa sola".
Ma che cosa significa?
Soltanto che Non è possibile distinguere questo amore da cui hai origine secondo i meccanismi umani delle gerarchie e dei livelli.
D** è la realtà di un amore così immenso che è capace di dedicarsi solo a me, ai miei disordini, alle mie incertezze, alle mie cattive volontà, per mettere fuoco nelle mie sterpaglie, in modo da lavorare questa terra e poterla seminare.
D** è quell'amore che fa tutto il lavoro, ma che non lo può fare se io non gli regalo tutto, in modo che possa giocare con me e rendermi una bellezza più ricca, perché divisa e spezzata da questo Divino immenso che ama.





Questa certezza di speranza è la fiducia e l'affidamento al tuo amore, quello che chiami Fede. E che guarisce ogni malattia, da ogni paura. 

Per vivere già ora in questo Amore eterno che è.

ciao r



Commenti

Post popolari in questo blog

Magnanimità e speranza: Gesù

Lazzaro e noi; la metafora...

Il perdono è di D**...