Il tuo Natale.

Natale di nostro Signore Gesù Cristo.




Sei nato.
E sei felice di essere nato.
Capita così, quando si nasce da una madre straordinaria come la tua.
Non solo ci si sente desiderati, ma si capisce che si è - comunque e qualunque cosa succeda - si sempre al posto giusto, al momento giusto.
Essere accolti da una madre che ti ama e ti lascia libero nel suo amore significa che poi l'amore non ti mancherà mai. E tu non mancherai mai gli appuntamenti con l'amore.
Sei nato e sei piccolo.
Hai urgenze elementari e sono tutte sul terreno di tua madre, nella conoscenza del suo corpo d'amore. E infine non sono così "elementari", se dal modo in cui sciogliamo queste nostre prime conoscenze dipende, poi, tutto il modo in cui conosciamo il mondo e lo cambiamo.
Con te sembra semplice, Gesù mio.
Sei Dio. Sei quell'Eterno da cui ogni felicità ha origine e in cui ogni dolore si risana senza perdersi, senza mai essere dimenticato.
Così questa faccenda che sei Dio, oltreché umano, sembra semplificare tutto, sembra rendere tutto più facile.
Secondo me lo rende difficile, impossibile ... e meraviglioso.
Sei un bambino che cerca il seno di tua madre, come tutti i bambini, perché da quel seno hai nutrimento ma anche perchè il seno della tua mamma "è bello", ed è bello starci sopra facendo finta di succhiare e in realtà facendoti grasse dormite beate. Finchè tua mamma non si stufa e ti stacca ... e tu protesti (anche Dio protesta?).
Eppure sei anche l'Altissimo Dio che tutto ha voluto e tutto guarda e ciascuna cosa osserva dalla sua prima dimensione: l'Amore vivente.
E ti guardi qui, piccolo, rotondo, graziosissimo, con gli occhi svegli, e tutta la voracità e la ferocia d'amore di un essere umano cucciolo, e (forse?) ti chiedi perché lo fai.
Anche se lo sai benissimo, il perché.




Perché ...

Gv 1,1-18
"In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato".



Gesù, Gesù mio, tu e solo tu - questo piccolo bimbo dalla sguardo così acceso e dal desiderio così vorace al seno della madre - sei il mistero nascosto nei secoli.
Dio è silenzio - il misterioso tacere dell'unica Dea che opera solo attraverso la sua vita, le sue innumerevoli vite - questo Silenzio - interrotto solo dai pochi profeti di Israele e da qualche Illuminato -, il Silenzio di Dio diventa Parola.
Tu, Gesù mio, sei la Parola del silenzio vivente di Dio.




L'umiltà, la povertà, il nascondimento, la gelosia dei poteri diabolici-umani, il rifiuto di ogni solennità, la rivelazione fatta solo agli ultimi - quei pastori da cui nessuno, che non fosse lui stesso pastore, era in grado di distinguere il bene dal male -, la totale assenza di prestigio e di garanzie.
Tutto questo è necessario perchè tu, Gesù mio, sei l'amore che arriva per amare ed essere amato.
E se l'amore si afferma attraverso la potenza dei poteri umani-diabolici non è più amore, ma ricatto e violenza.
Tu sei grazia e verità.
L'amore che ogni anno cerca di nascere, umile e vorace, nei nostri cuori diventati terra feconda, utero da fecondare. E che tu cerchi di amare, uno a uno, una a una.





Amore con amore.

ciao r





Commenti

Post popolari in questo blog

Magnanimità e speranza: Gesù

Lazzaro e noi; la metafora...

Il perdono è di D**...