I "diversamente viventi" e i viventi

Le vite vive.

Oggi si festeggiano tutti i viventi.




Gesù mio, un tuo prete, don Carlo, ha detto ieri che "i morti" è più giusto chiamarli i "diversamente" viventi.
Ho approvato fin nell'intimo, e infatti lo riporto. Ma con una variazione.
Siamo noi i "diversamente" viventi e non coloro che vivono in te e si chiamano qui da noi "morti".
Nella attuale relazione degli spazi e dei tempi loro sono i viventi e noi siamo i "diversamente" viventi.

Oggi la tua chiesa prevede tre messe. Quindi ho tre vangeli.
Beh, li metto tutti.
Perché la celebrazione della vita non vuole scelte ma solo vite, al plurale.





VANGELO prima messa (Gv 6,37-40) 
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. 
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».




VANGELO seconda messa (Mt 25,31-46) 
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».






VANGELO terza messa (Mt 5,1-12) 
"Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»."






Ti lascio agire, Gesù mio, ma ci sono due cose che vorrei sottolineare in questi tre testi.

La prima cosa è il tuo punto di vista sulla vita è estremamente ampio e comprensivo.
Infatti nel primo testo prometti la vita di Dio a chi "ti vede e crede in te", nel secondo preannunci "la" "krisis", cioè il "giudizio" davanti a te che è condotto sulla base di quanta vita abbiamo riconosciuto nel mondo, e di quanta ne abbiamo rifiutata, nel terzo proclami la beatitudine, la felicità, di chi vive la vita senza cercare di accumularla e di possederla. Fino a "rallegrarsi" della morte che viene inflitta a chi cerca e fa la vita nel tuo nome e nella tua amicizia.
Quindi nulla sfugge al tuo amore, e ogni forma d'amore è compresa in te e nel tuo gesto di vita.

La seconda è lo stile di narrazione, con cui parli, per cui chiunque tende a riconoscersi in almeno uno o qualcuno dei comportamenti che tu suggerisci come "beati", cioè pieni di felicità.
Cosa che significa che "la" krisis che tu preannunci non è fatta di un giudizio severo su quel che abbiamo fatto o no. Invece la tua krisis è costruita sull'accoglienza e su chi si riconosce in quell'accoglienza che tu stesso sei e che proponi in nome di Dio, madre e padre e amore .




Ecco, per questo dico che noi siamo i "diversamente" viventi.
Perché chi vive finalmente ti vede e può, insieme a te, iniziare la conoscenza di quella "Luce Inacessibile" che Dio - Madre Padre Amore.

Saluta Sebastiana con un bacio d'amore e tutte le persone vive in te, specialmente quelle che meno mi aspetto tu abbia portato nel tuo cuore.


ciao
r



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