XIX domenica del Tempo Ordinario: la fede è Gesù

Occorre partire dal primo testo, dei tre di oggi, per capire bene la passione e l'amore che tu metti nel Vangelo. E serve anche la pazienza di leggere il bellissimo pezzo della lettera di Paolo.
Serve, perché tu ci presenti la fede e la sua presenza con una semplicità così travolgente da sembrare inesplicabile.
Solo tu, amore santo, soltanto tu sei la nostra fede. 

Solo tu mantieni quel che promette il salmo:
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo”.




Primo libro dei Re 

Elia, [essendo giunto al monte di Dio, l’Oreb], entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fèrmati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.




Lettera di Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.
Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.




Vangelo di Matteo

Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».”




 Chi sei tu, Gesù, Signore? Come ti presenti, in questo brano, misterioso, di Matteo?
Credo che serva incrociare il Vangelo con il brano da Elia, l'incontro all'Oreb con Dio.
Siamo nelle manifestazioni di Dio, e tu, mio Dio, ti manifesti a noi perché ci vuoi dire qualcosa.
Allora dobbiamo porci la domanda di come si manifesta Gesù ai suoi amici.
Un fantasma?
Il breve soffio di un silenzio lieve?
Il bacio appassionato tra giustizia e pace? tra amore e verità?

Stranissima questa tua passeggiata sulle acque. Strana è la sequenza.
Mandi gli apostoli (cioè noi, la tua Chiesa nella storia e nel tempo) a passare il mare da soli, mentre tu vai a pregare, cioè a entrare in rapporto intimo e pieno con Dio, l'Infinito Bene che tu chiami Padre, Abbà.

E quelli vanno a remare contro vento, e se la passano male.

Poi li raggiungi, camminando sulle acque. E quelli si spaventano.
Beh, Gesù, ammetterai che a vederti camminare sul mare non ci si raccapezzano, e poi dopo che per tutta la notte hanno remato controvento.
TI vedono e sei un fantasma. Una apparizione strana.
Solo Pietro ha il coraggio di crederti, ma solo per la passione che lui ha per te. E così ti chiede di farlo camminare sulle acque.
Non è una sfida, Gesù, era l'unico modo perché si fidasse di te.
Lo sento, il ragionamento di Pietro.
“mi sembra lui ... sì, deve essere proprio Gesù … allora può farmi camminare sulle acque … se è lui lo fa … è lui di sicuro”.
E tu lo fai camminare sulla fiducia, molto grande, che Pietro ha in te. Ma la fiducia solo umana di Pietro non basta. Non è sufficiente.
E Pietro affonda.
«Signore, salvami!».
«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Ecco, Gesù, davvero noi siamo “corridori sul filo della lama”, blade runners.
Perché tu ci parli con la tua Parola, registrata nella storia, ma sai che non basta.
Allora vieni di notte, nel momento della tempesta, e sembri un fantasma, e in realtà sei il soffio di un silenzio lieve. Bisogna ascoltarti, con timore e tremore, e con passione inesausta del tuo amore.
Allora possiamo camminare sulle acque, e fare quel che tu vuoi, quello che anche noi vogliamo insieme a te.
E nulla ci può fermare, se non la mancanza di fede: “Ma sto camminando sul mare!!? ma siamo matti? Così non si può? Non è possibile ...” e inizio ad affondare e tu ci salvi, ma così dobbiamo ricominciare tutto daccapo.




Il punto fondamentale è che tuo lavoro qui tra di noi è soltanto un lavoro d'amore e il lavoro d'amore è sempre l'ascolto di un silenzio lieve. Per amare occorre saper ascoltare i silenzi.
Questo è vero sempre, tra noi umani e nelle vite del mondo.
Tanto più, allora. con te, Gesù Signore e Dio infaticabile nell'amore, inesausto nel darci amore, finché Amore e Verità si baceranno, innamorate tra di loro, e Giustizia e Pace si sposeranno perché ormai niente ostacola il loro amore.

Ma per poter ascoltare i tuoi silenzi nelle nostre storie umane, i tuoi passi di vento nelle nostre vicende d'amore e di lotta, dobbiamo essere solo fedeli al tuo amore.
Dobbiamo imparare a contemplarti, a stare con te, mentre remiamo contro vento, e la storia va contro i nostri sforzi.
Ma se è così, ed è sempre così, allora noi possiamo fare questa fatica solo se non ostacoliamo il tuo amore con le nostre leggi, con le nostre etiche, con i nostri sforzi di superare il vento terribile della storia solo con i nostri remi e i nostri muscoli.
Questo è quello che dice il brano di Paolo ai Romani, dove prega per i suoi fratelli israeliti che hanno preferito la sicurezza della legge e dell'etica mosaica all'amore che tu, Gesù, gli proponevi.
Ma questa scelta di strade umane, di strade solo umane e senza – e contro – il tuo amore è una cosa che anche noi, Chiesa di Cristo nella storia, abbiamo fatto e facciamo troppo spesso.

Dobbiamo fidarci di te, abbandonarci ai tuoi desideri d'amore, dobbiamo lasciare che sia tu a portarci nell'amore santo e nel Regno dei cieli, dove i ricchi entrano solo affamati e a mani vuote, mentre i superbi possono entrare solo nell'umiliazione pubblica del loro cuore pieno di orgoglio e di potenze umane.

Perché il Regno dei cieli è il luogo dove Verità e Amore si amano appassionatamente, dove Giustizia e Pace si sono sposate con rito d'Amore davanti a Dio. Perché il Regno dei cieli è costruito attorno ai poveri, a chi è stato travolto dalla storia, alle prostitute e a tutte le donne più derelitte, ai bambini morti appena nati o uccisi dalla nostra violenza prima che potessero vivere una loro vita.
Perché solo loro sono eredi di tutte le ricchezze di Dio.
Coloro che hanno subito violenza dal vento amaro e contrario di tutte le nostre superbie.




Ciao r


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