La disonesta ricchezza, la madre dei macchinismi satana.

Ancora l'amore.




Stavolta, Gesù, sono andato a guardarmi la versione greca del tuo Luca.
Beh, dal punto di vista narrativo il testo greco di Luca è decisamente più efficace.
L'amministratore disonesto è "amministratore di ingiustizia" (oikonòmon tes adikìas), la ricchezza è "mammona di ingiustizia" (mamona tes adikìas) e dove "mammona" - secondo me ... e non ne capisco niente e quindi potete divertirvi - ha delle relazioni forti con "mammà" cioè con mamma in greco.
Inizio così, tanto per avvertire.
Adesso ascoltiamoti, Gesù mio.




«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. 
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione  ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. 
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. 
Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. 
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza»




Così, Gesù mio, la ricchezza, la ricchezza di questo mondo, la ricchezza spropositata di famiglie e persone con nomi famosi, come Rothschild o Windsor o Rockfeller o Saud o Beretta o Agnelli-Elkann, Soros, e chissà chi altro, questa ricchezza innanzitutto e la nostra ricchezza, poi, sono "mammona di ingiustizia", madri depravata e buie e impazzite di ogni figliolanza di iniquità.
Ma chi amministra questa ricchezza di violenza e di iniquità, Gesù mio, allora è allevatore di demoni e di satana, che lo sappia o no, è produttore nel mondo di vampiri e zombie, macchinismi morti che succhiano vita alla vita, perché sono resti d'iniquità morti e vogliono che tutto sia morto come loro.
Ma questo, Gesù, è il mondo di iniquità dentro cui viviamo e questa è la ricchezza pazza e buia madre  di ingiustizie, quella con cui e di cui noi viviamo, ciascuna e ciascuno di noi a iniziare da me.
Ma, Gesù, tu non ci dice di mettere bombe. Anzi.
Tu sei lineare e semplice, tu sei una bambina e ci chiedi di comportarci da bambine.
Ci chiede di non essere ipocrite e ipocriti e di non farci più stupide e stupidi di quel che siamo.
Gesù, tu lodi il tuo "economo di iniquità" perché ha saputo investire la sua ricchezza presente sulle sue povertà future.
E noi?
Noi dobbiamo chiedercelo, dobbiamo farci questa domanda.
Qual'è la nostra "ricchezza presente"?
Quale è, per noi, qui e ora, quella ricchezza che non produce resti del buio, macchinismi satana deformi e stupidi, ma restando e vivendo nel buio ha in sé la certezza della luce.
La ricchezza del mondo è la Monsanto che sta massacrando la vita in intere regioni, come nella pampas argentine o intere regioni dell'Africa orientale, per allevare bovini in condizioni naziste e darci carne di bovino avvelenata, carica di morti, e mortale per chi la mangia da Mc Donald, tanto per fare un nome, ma anche nella gran parte dei ristoranti "normali", o a casa nostra, salvo che non mangiamo carne che "abbiamo allevato e macellato noi", cioè di cui siamo certi.
E la stessa cosa vale per la gran parte delle cose che consumiamo, Gesù mio, compreso questo terminale elettronico con cui sto scrivendo questo tuo testo.




Allora?
L'unica ricchezza è la tua, e non ci appartiene se non perché ce la regali.
Ma cosa significa che che dobbiamo farci "degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne".
Significa che dobbiamo produrre luce, ma come la producono le lucciole, vite povere, che si offrono all'amore solo per quella "luce" che hanno in sé, ma è povera perché è comune a tutte, e che loro vendono e regalano solo perché sanno che è l'unica ricchezza che possiedono.
Ecco.
Dobbiamo essere tutti lucciole.
Sapendo che quel che regaliamo, o vendiamo a basso prezzo, non è bellezza nostra, ma bellezza della nostra Immensa Madre Grande; sapendo che noi nulla ci dobbiamo guadagnare, salvo la nostra vita giorno per giorno; sapendo che quel che vendiamo e regaliamo non ci mancherà mai, proprio perché non lo moltiplichiamo e non produciamo interessi su ciò che non è nostro; sapendo che è oggi, nel poco e nel buio, che decidiamo del molto e della luce.
Avendo la certezza di quel che ci dici tu, Gesù: il paradiso lo costruiamo soltanto qui, in terra, tra mammone di ingiustizia e demoni di iniquità, noi povere e piccole lucciole, portatrici di vita, povere prostitute di Dio.




ciao r



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