Avvento di Gesù, il Re.



Gesù Re, tu vieni.
Ed il Vangelo di oggi, in modo straordinario, ci parla del tuo arrivo in e con un amore "dono di Dio" così grande che tu ce l'hai descritto in una narrazione così breve che è diventata proverbio, così piena e forte che l'abbiamo "tràdita" e "tradita" per poterne accettare qualche significato.




 "In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda»."
Mt 18,12-14




Straordinario, il tuo buon Pastore, e tu, mio bellissimo Gesù, Re pastore che non ci tradisci mai e sempre ci leghi a te ed al tuo amore.
Perché tu non perdi nessuna pecora che ti è stata affidata e nessun urlo di dolore e d'amore ti è lontano.
Per questo oggi ti lego a Pier Paolo Pasolini.
Perché ti piace la poesia, perché l'amore ed il bisogno d'amore sono la ferita umana che ti muove di più, perché il nostro dolore solo tu sai risolverlo tu, e con quella maestria che ti fa mettere sul collo la pecora smarrita e ferita e te la fa portare a casa. Finalmente felice.
Grazie mio Signore, grazie Gesù,
grazie per tutto l'amore che sempre ci doni,
con coraggio e forza,
con delicatezza.
Fedelmente.

ciao r





La poesia di Pier Paolo Pasolini

... il tuo urlo improvviso,
la tua violenza
contro questi schierarsi di morti a difesa di altri morti
e questi opachi, sporchi insulti all'amore
(quel tuo amore cieco,
bestemmiato e censurato,
quel tuo amore selvaggio
incattivito e violato,
quel tuo amore dolcissimo
disperato ed educante
per ragazzi
poveri
di ogni educazione
... derubati di ogni loro
andar fuori,
andare oltre)
...
ed oggi troppe miserabili bestemmie
fedifraghe, vili e false come
doni di un avaro, oggi
troppe gambe del cuore corte, storpiate
dalle malignità vincenti del nulla.

Il tuo urlo
(Petrolio Salò Sade)
lo so
è stato raccolto dall'Amore Grande che t'aspettava
crocifisso
come il suo Figlio
Crocifisso
alle nostre povertà
dai nostri pervertiti poteri di morte

e così ci accompagni ancora
con l'infinita
dolcissima
corda umana
del cuore poeta
quasi spezzato ma forte
così da reggere l'amore
il compromettersi oltre
oltre ogni andare
oltre ogni stare

e vivere
pieni di Dio negli inferni umani
per farne canto

canzone d'amore.


Per questo articolo di Avvenire ....
http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/Pasolini%20il%20poeta%20che%20sfid%20il%20nulla.aspx
 
Gioia in Gesù Risorto

ciao
r
 

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