Il Re senza potere ... preghiera per la metà della terra e cuore del cielo

25 novembre 2012, XXIV domenica del Tempo Ordinario: Tu sei Re, e Sposo.




Ora, Gesù mio, c'è questa cosa che sei Re ... ed ho l'impressione che tra oggi e domani ci sono tantissimi sacerdoti che si sbracciano per far capire che tu sei Re, certamente, ma non è Re come Carl o Elisabeth o William o Franceschiello.
Tu sì, certamente sei Re, ma in un altro modo. Misterioso.
Mi sembra di sentirli.
Non ce l'ho con loro, anzi; il punto è che la nostra società si trova sempre più povera di simboli e sempre più anoressica di storia.
Non sa più nulla di se stessa e trova strano, curioso e primitivo, che le loro madri ed i loro padri credessero che un Re, farabutto o santo che fosse, li guariva da malattie gravi, come qualche forma di tubercolosi solo perché era Re.
O come davvero credessero che il Re fosse sempre innocente delle colpe del potere.
O come davvero pensassero che il destino migliore di una ragazza fosse "sposare il principe", colui che doveva diventare Re, ed in modo assurdo lo attribuiscono al loro stesso desiderio di soldi.
Che tempo sciocco, mio Re! Perdonaci.

Mio Re, nostro Sposo, perdona questa nostra ignoranza consapevole, perdona questo disprezzo per i nostri padri e le nostre madri, perdona la nostra ipocrisia, perdona la nostra mancanza di ascolto della tua parola.

Questa.




"In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce»."
Lc 18, 33-37




Tu sei Re e Pilato lo sa. Pilato è un politico e sa riconoscere i Re, ma non lo deve far vedere, perché ci sono poteri più vicini del tuo. E tu sei un Re senza potere.
Tu reclami la verità: «Per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Pilato sa che sei Re, ma non sa più cos'è la verità e disprezza chi gli mette davanti la verità priva di spada. L'unica verità che lui conosce è, infatti, quella della spada.
La verità della morte, cioè la menzogna.
Ma tu sei Re anche per Ponzio Pilato, procuratore della Giudea; e sei Re anche per Giuda, il tuo fratello che t'ha venduto; e sei Re anche per noi, tuoi fratelli e sorelle, spose e sposi che ti tradiamo ogni giorno, mentendo sulla tua Parola e non testimoniandola come dovremo, perché tu sei Re, ma sei un Re Sposo, così totalmente privo di potere da essere forte solo nel tuo amore.
Quell'amore gratuito e bellissimo che un ladro, e probabilmente pure assassino, riconosce davanti a sè come vincente, come davvero regale, così regale, reale per davvero, che solo a questo potere racccomanda la sua vita appesa al legno dell'infamia. Ed il ladrone assassino sarà il primo umano che hai presentato al tuo Padre come tuo fratello e sposo, il primo testimone e sacerdote del tuo Regno.
Perché quando si è trovato appeso alla tua destra ti ha visto e ti ha scelto, ha scelto di essere lì, di stare lì al tuo fianco appeso all'albero dell'infamia come l'unico luogo bello del mondo.
Quindi tu sei Re e così la nostra chiesa Cattolica Romana fa bene a chiamarci a raccolta per onorarti come Re.
Proprio lei che ha peccato troppo a lungo con il potere dei Re umani e dei loro servi.
Proprio lei che ancora confonde il tuo Regno amante, privo di alcun potere, con i regni di questo mondo, pieni di potere, dell'unico potere della menzogna: ingannare ed uccidere con la violenza e lo stupro.
Perdona la nostra volontà di stupro ed aiutaci, come fai ogni giorno, ogni ora, ogni istante con tutto il tuo amore, regalandoci esempi bellissimi d'amore come il mio (il tuo, mio Re, il nostro) bellissimo papa Benedetto XVI.
Per questo Re che tu sei, affido al tuo cuore una preghiera, e tu sai quale e perché.




L'altra metà del cielo, Re Sposo.
Non mi piace, lo sai. E sai meglio di me perché.
Perché le donne sono la metà della terra, la metà dell'Incarnazione, la metà bella e fragile dell'Incarnazione. Mi sembra che non si legga con cura la Genesi ed il fatto che Dio Padre crea l'Umano (l'Adam dove maschio e femmina sono confusi) dal fango.
E Lui, l'Immenso, crea la donna distinguendola e scegliendola, togliendola all'Umano e donadogliela, presentandogliela davanti.
Come la sua metà più bella.
Affidando a questa parte scelta metà della terra, la metà della vita che crea la vita ed offre il suo proprio corpo, il suo ventre ed il suo cuore, alla vita che nasce e cresce.
E lo fa per nove mesi, e per tutta la vita.
Le donne sono la metà della terra, la metà dell'Incarnazione. E sono il cuore del cielo, dove Maria le rappresenta dentro lo Spirito stesso di Dio come Incarnazione donna e madre dell'amore di Dio che si fa uomo.
Signore Gesù, Re, proteggile da noi maschi e uomini.
Mi fa dolore chiedertelo, ma proteggile da noi uomini e maschi. I "loro" uomini e maschi.
Nelle donne è rappresentato, e proprio nella brutalità dei nostri esserci quotidiani, lo stupore tuo ti vederti tradito da chi ami, e tradito nel tuo intimo, nella tua verità più intima ed indifesa.
Tradimento che in noi si realizza con l'indifferenza verso le nostre donne ed il loro bisogni d'amore e di gioia nelle pieghe più intime dei loro corpi, cioè delle loro vite.
Il sesso, che adoriamo come un idolo folle e disprezziamo come dono d'amore, lo neghiamo spesso alle nostre donne, dimenticando l'unica carne che siamo quando ci amiamo ed uniamo i nostri corpi nel piacere del regalo reciproco, quel tuo dono Dio, quella tua immagine e somiglianza dove ognuno si dona all'altra ed ognuna si regala all'altro, cercando il piacere e la gioia reciproca solo nel donarsi con indifferenza per se stessi ed attenzione a chi adesso è nostra, è nostro, perché è diversa è diverso, da noi.
Così ti prego perché comprendiamo che la violenza alle donne è una violenza al corpo della vita, della nostra vita.
Ti prego che accettiamo che la violenza alle donne è una violenza diretta contro chi si affida a noi come l'amore sperato.
Ti prego che siamo consapevoli che uno stupro fatto ad una donna è uno stupro fatto direttamente a Dio, al suo corpo nell'Incarnazione.
Qualsiasi stupro contro l'umano è fatto direttamente anche contro il corpo di Dio, ma quello alle donne è più feroce perché quel corpo di donna ha contenuto Dio stesso che si incarnava in te, mio Sposo.
Così ti prego che comprendiamo la tua regalità, come il dono d'amore più prezioso che ci fai perché è il dono della rinuncia totale ad ogni potere.
E non è un caso che questo avvenga in Italia, nel mio paese, in occasione di una scelta politica.
Perché ci ricordiamo, oggi ed ogni giorno, che la scelta politica, cioè "pubblica" ed a favore di tutte e tutti, questa scelta in una persona umana che ti segue è - sempre - una scelta di verità senza alcun potere.
Una pura scelta d'amore, come quella che hai regalato alle donne, la metà bella della tua Incarnazione, mio Re, mio Sposo.



 
ciao r





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