Passare per la Chiesa

La tua Chiesa e la nostra speranza: un voce.


 

Mio Re, due paginette finali di Dietrich Bonhoeffer mi fanno capire in che modo sia necessario passare per per la tua Chiesa, quella reale e storica, per fare il Regno ed arrivare al Regno.
Cioè, il Regno si fa solo nell'attraversamento della Chiesa e della sua condizione di peccato, condizione che è reale e però salva la mia miseria perchè mi pone nella fede della tua Parola, la Parola che agisce e salva nel mondo ben oltre l'operare umano.
La Chiesa, questa Chiesa peccatrice,  e solo lei, nella Speranza ed attraverso la fede mi consegna a te, il Re Santo, che mi consegnerai al Padre.
La nostra strada in te esiste solo attraversando la durezza dei tempi e mai soltanto nella felicità dell'amore che, pure, tu ci trasmetti in abbondanza. Perché tu ha vinto il mondo ed è questa "certezza di fede" che ci consente di operare nel mondo contro quel nemico che lavora in mezzo a noi, che viviamo nella lotta senza poter separare il loglio dal grano, ma sapendo che tu ci prendi ad una ad uno e ci porti in disparte e ci apri le orecchie e ci sciogli la lingua perchè possiamo tornare nel mondo dove, attraverso e nella Chiesa, poter donare quell'amore che tu ci doni. E questo dono dei tuoi doni è il nostro lavoro nella tua Chiesa e nella durezza della storia.
E tutto questo nel silenzio. Senza vantarci di te, vivendo solo nella riconoscenza, nella gratitudine e nell'amore del tuo dono che vive: il tuo amore in me peccatore, ma vivo perché sono nella tua Chiesa peccatrice, che mi salva per il tuo amore che la tiene viva.
Questo ho letto in quel tuo innamorato che ora sta con te, nel Regno.

Ciao r




"Ora, se domandiamo dove la fede 'sperimenti la Chiesa' nel modo più puro, questo avviene certamente non nelle comunioni della solidarietà romantica di coloro che sono tra loro simili, ma piuttosto dove nulla unisce tra loro gli individui all'infuori della comunione religiosa, dove giudeo e greco, pietista e liberale cozzano l'uno contro l'altro e tuttavia confessano unitamente la loro fede, tuttavia si accostano insieme alla cena e pregano l'uno per l'altro; proprio nell'ambiente della vita quotidiana la Chiesa viene creduta e sperimentata; non in momenti di disposizione d'animo elevata, ma nella monotonia e durezza della vita di tutti i giorni, del servizio divino articolato secondo regole precise, viene compresa seriamente la Chiesa. Tutto il resto mette solo dei veli sulle situazioni reali". (D. Bonhoeffer, Sanctorum Communio, Editrice Queriniana, Opere di D. Bonhoeffer, Brescia 1994, pag. 179)




"Noi camminiamo nella fede. Ma noi contempleremo - non crederemo più solamente, e contempleremo non solo Dio, ma anche la sua comunità, il suo amore e la sua fede. Sapremo che la volontà di signoria di Dio è sopra di noi in modo durevole, e la compiremo nel Regno della comunità. Qui il Regno di Cristo è divenuto Regno di Dio, il ministerium di Cristo, dello Spirito Santo e della parola è qui alla fine. Cristo stesso consegna al Padre la sua comunità (1° Cor 15,24) affinché DIo sia tutto in  tutti. Non Ecclesia trunphans, ma il Regno di Dio che si estende su tutto il mondo, è qui divenuto verità. Non più penitenza e fede, ma servizio e visione. Qui il loglio è separato dal grano, qui il tempo della Chiesa storica con tutte le sue miserie è superato. Dio asciugherà le lacrime dagli occhi di tutti. Il Regno è diventato di Dio. 
In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello
sono il suo tempio.
Questa è la speranza della Chiesa, della nostra Chiesa odierna, della sanctorum communio, ed essa custodisce questa speranza come il suo santuario, ma anche realmente come speranza. Essa non farà tentativi di realizzare questa speranza. Ma nella speranza essa diventa forte. Essa «che la sofferenza del momento presente non vale la beatitudine che ad essa deve venire rivelata»." (ib. pag. 185)



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