Il petalo della gioia





«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».  (Gv 16,20-23)






È così, mio Re: nessuno può toglierci la nostra gioia.
Infatti sei tu la nostra gioia: Gesù l'Amato e Gesù l'Amante. Il Re Sposo che ci porta al Padre Madre,  fonte inesaurita e interminata d'Amore.
Tu ci porti a quell'Amore che è così talmente inesauribile che ha sempre bisogno anche del nostro poco nulla per colmare qualche piccolo lato del suo infinito ed inesaurito bisogno d'Amare.
Siamo ancora nella sofferenza, mio Re, ma già siamo pieni di gioia.
Un tuo amico, Gesù mio, ed una tua amica si distinguono soltanto dalla gioia: la gioia è l'unica e vera "differenza" che segnala chi ti segue da chiunque altro.
La gioia di chi è ancora nel dolore (sconvolgente? la vita è sconvolgente, amico mio?) del parto ma sa che sta per nascere un'altra vita, una vita infinita ed interminata nell'infinito ed inesaurito Amore Dio.
Poi passerà anche questa stagione e ci porterai nel cuore dell'Amore Dio: allora davvero non ti domanderemo più nulla, ma insieme a te percorreremo le valli, i boschi, gli abissi, i mondi di vita che sono in qualcuno degli sterminati, piccolissimi, enormi infiniti spazi amanti che è Dio Padre Madre.
Per iniziare a conoscerLo, per imparare ad amarLa.




ciao r



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