Sarajevo sei tu

Gesù mio, oggi ho qualche difficoltà con una memoria che viene celebrata e che leggo nei miei giornali.
Non la leggo negli altri, perché mi farebbe dolore, più di quanto sia lecito se devo pregare. E sento che devo pregare, insieme a te mio Re.




I giornali sono questi

L'Osservatore Romano
http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%2FDetail&last=false=&path=/news/internazionale/2012/081q12-11-541-sedie-vuote.html&title=11.541%20sedie%20vuote&locale=it

Il Post
http://www.ilpost.it/2012/04/05/assedio-sarajevo-foto/

Il Manifesto
http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120405/manip2pg/11/manip2pz/320707/manip2r1/sarajevo/

e qui, dove ci sono alcuni ricordi del tuo amico, don Tonino

http://jesumary.altervista.org/dontonino.htm

Cosa voglio dirti?
Nulla, mio Re, nulla che tu non sappia.
Oggi celebriamo e ricordiamo la istituzione della Eucarestia, e la tua raccomandazione urgente: "Fate questo in memoria di me" e "questo" era certamente spezzare il pane e bere il vino insieme, con amore reciproco, ma anche lavarci i piedi a vicenda, ed aiutarci insieme in tutte le nostre esigenze.
Dimenticarci di noi per ricordarci solo di te, Re e Sposo.

Allora, Gesù mio, cosa ho bisogno di ricordare insieme a te di Sarajevo, dove la civiltà europea - anche nel tuo nome mio Re - ha massacrato innocenti ed inermi, ha ucciso e sventrato solo per odio.
Perché l'odio è il nostro cibo ed il nostro nutrimento quando ci dimentichiamo di te, umile Dio inerme che si consegna all'odio di quelli che lui ama e vuole liberare dall'odio.

Un semplice momento di alba.

L'alba di chi cerca solo l'amore nel tuo nome e seguendo te.
Non so più nulla di politica, amore mio, forse non ne ho saputo nulla. Vedo e sento tempi cattivi attorno a me. Ma non voglio sapere più nulla, voglio solo stare con te, in questo momento.
Con te che sei a cena con i tuoi amici che ti abbandoneranno e ti tradiranno. Quelli che tu stai per salvare, per sempre ed insieme a noi.
Stare con te, a Sarajevo, dove ancora oggi le ferite di quella ferita di vent'anni fa non sono rimarginate e le offese sono sempre legate all'odio, fermato alla catena come un cane impazzito ma sempre pronto a scatenarsi.
A Sarajevo dove solo don Tonino Bello, tuo sacerdote e tuo amico, seppe andare in pace e gioia, per portare te e per cercare te insieme a te, vivo e pieno d'amore tra le macerie di umanità di una città devastata dall'odio, e dall'opportunismo politico di governanti europei vigliacchi e ciechi.




A Sarajevo, dove è buio

troppi nomi, a Sarajevo, perché il cielo possa correre di luce,
troppe fatiche di umani
e odi di demoni
perché la terra possa farsi fecondare dall'amore senza intridere
i suoi solchi di sangue.
Troppe date, a Sarajevo, troppi eventi perché il giorno possa essere segnato
come uno,
qualsiasi.
A Sarajevo abbiamo lasciato troppe tombe
e troppe memorie ferite morte
che urlano premono
silenziose e piangenti dentro al tuo Trono d'Amore, mio Dio.
Così tante vendette da fare, mio Signore?
Così tante vite da riscattare
mio Signore di ogni vita?
Così tanta pazienza da offrire all'Amore di tuo Figlio, il Re?

A Sarajevo
c'è un tempio
in un corpo di vittima in un cuore crudele
c'è un tempio tuo,
dove Dio è vivo
dove
tu ...

a Sarajevo.


ciao
r



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