Increduli credenti


II domenica di Pasqua 2012. Domenica della Divina misericordia.




Liturgia della parola
Un cuore solo e un’anima sola.
Dagli Atti degli Apostoli (At 4,32-35)
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 5,1-6)
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.
Otto giorni dopo venne Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 




Signore,
beati noi perché ti crediamo senza averti visto.
Così tu ci dici, dicendolo a Tommaso. 
Mio Re Gesù, Amore santo, tu ci vedi sempre in piedi, è vero quel che mi ha detto un tuo prete, che ci vedi sempre santi, che sei sempre contento di noi e ci accogli con gioia, anche se ti portiamo in casa sempre una notevole quantità di schifezze e brutture.
Gesù mio, aiutaci a vederci come ci vedi tu. Perché noi ci vediamo molto peggio.
Allora, mio Amico, per provare a farlo credo che bisogna riprendere e dividere tra di noi tre cose di quello che tu ci hai detto oggi.




«Pace a voi».
Sì, "pace", ma come la dai tu e non come la strappiamo noi. 
Perché per avere un poco della nostra pace dobbiamo massacrare la guerra, fare a pezzi quelle sorelle e quei fratelli che si ingannano sulla pace e sulla guerra. Come se noi non ci ingannassimo! 
Gesù mio, aiutaci a dividere tra noi la tua pace, convinti che la tua pace più è divisa e più cresce, più la regaliamo e più ritorna a noi forte e bella. 
La tua pace muore solo quando noi la teniamo stretta come se fosse una nostra proprietà. 
La tua pace non è proprietà di nessuno è un dono libero che cresce liberamente e desidera andare dove c'è guerra. Per fraternizzare con la guerra e farla diventare sua amante e cambiarla in se stessa, in pace.
Aiutaci, Gesù mio, a donare la tua pace a chi è guerra. A donarcela tra di noi, sempre.


«Ricevete lo Spirito Santo».
Sai, mio Re, la Spirito Santo è difficile da ospitare. Non si fa sentire mai, è sempre modestissimo ed umile, ci dà il merito e si piglia la colpa, anticipa i nostri desideri, non parla mai (sospira e mugola, e per sentirlo occorre ben allenare le orecchie del cuore e  stare in una grande abitudine all'ascolto). 
Lo spirito santo è come moltissime tue donne: non sopporta i discorsi teorici ed ama molto amare; cioè fare ed agire. Sa che il Nome Santo esiste solo nei particolari, che Dio lo si capisce bene solo quando dobbiamo lavorare e faticare, ogni giorno, per noi e per gli altri. 
Amico mio, tu lo sai. Ce lo mandi tu lo Spirito, quindi sai come agisce. 
Allora capisci perché ci è così difficile accoglierlo. 
Perché siamo pieni di noi stessi, così ingombri delle nostre vanità e dei nostri turpiloqui che non riusciamo a vedere lo Spirito agire e gli impediamo di fare il suo lavoro. Così lo Spirito può fare qualcosa di buono solo quando ci dimentichiamo di noi, per esempio quando lavoriamo davvero e non abbiamo tempo per congratularci con noi stessi. 
Aiutaci a dimenticarci più spesso di noi, ad essere più umili ed attenti alle altre persone, come una madre è attenta ai figli e figlie ed al suo uomo, un padre è attento alla sua donna ed ai figli e figlie che lei gli ha donato. 
Aiutaci ad essere amici ed ospiti casti e generosi dello Spirito Santo che tu ci mandi.


«Non essere incredulo, ma credente!».
Ecco, questo è il punto, Amore mio.
Perché sì, è vero, noi siamo credenti "senza averti visto", ma in realtà siamo anche increduli. Infatti una gran parte nella nostra vita, in moltissimi di quei particolari dove risiede di più il Padre, tu non ci sei perché non ti vogliamo. In questa parte così ampia della nostra esistenza siamo increduli.
Poi, quando ci torna comodo, ridiventiamo credenti e, spesso, anche creduli alle nostre favole che nascondiamo con la bellezza della tua verità. 
Ma solo tu sei la Verità e la Vita, tu sei la Via che ci dona e ci offre la Verità e la Vita.
Gesù mio, Re Bello, abbiamo visto le tue piaghe aperte ad Auschwitz, le tue ferite infiammate in trent'anni di guerre coloniali in Indocina, in Indonesia ed in Africa, abbiamo visto il tuo volto insanguinato dalla nostra abitudine al denaro ed al potere, la tua schiena piagata dalla offesa a lavoratrici e lavoratori col furto dei salari e delle vite di operai operaie lavoratori, abbiamo voluto il tuo viso sputato e schiaffeggiato dal denaro e dal potere che scegliamo molto prima e molto più di te. 




Mio Gesù Signore, solo raramente siamo stati capaci di testimoniarti e quando l'abbiamo fatto spesso ce ne siamo vergognati.
Gesù Re, aiutaci e diventare come te. 
Aiutaci a risorgere nel tuo amore, a rinascere nello Spirito e nel tuo Regno così da essere capaci di far vedere le nostre ferite riconciliate, le nostre inimicizie risanate, i nostri egoismi sconfitti dall'amore. 
Così da avere un cuore solo, il tuo, una vita sola la tua, un corpo solo, il tuo. 
Così da lasciare che tu, Re e Sposo, divida tutto il resto tra di noi, secondo i nostri bisogni.
Aiutaci a donarci a vicenda il tuo Regno.


ciao
r

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