Via crucis nel mondo. Terza stazione


Quaresima 2012 - Via Crucis  - Terza Stazione.  
Gesù cade per la prima volta.


Introduzione

C. Solo la tua Croce, Signore Gesù, ci consente di conoscere la nostra complicità con il male. Solo vedendo il nostro male appeso a quelle croci a destra ed a sinistra della tua possiamo trovare in te quell’amore che ci fa amare, dentro di noi ed attorno a noi, coloro che vivono di odio e di morte. Per ferire il loro odio, abbattere la loro morte; per fare vita insieme a te.
C. In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
C. Il Signore Dio, Colui che ci ha amato dal principio sino alla fine, Colui che ha dato la sua vita per amore nostro, sia con tutti noi.
T. E con il nostro spirito.
C. Signore, che cos’è un uomo perché te ne curi?
Un figlio d’uomo perché te ne dia pensiero?
T. Tu sei benedetto, Signore, perché ci ami con tutto te stesso,
Tu sei la Vita. Trasforma in vita anche la nostra pesantezza.
Signore, facci seguire Tuo Figlio Gesù, l’Amante, l’Amato.









L. "Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni". (Mc 10,17-22)
T. Signore, tua è la terra, tua è la vita, tuo l'amore. Signore perdonaci quando ti derubiamo per riempire di morte ossa l'oro dei nostri idoli. 
Signore, per tuo Figlio Amato, Gesù il nostro Re, strappaci questi furti e restituisci le vite, le terre e l'amore ai tuoi poveri.









L. "Solo negli ultimi due anni, sono venute a bussare alla porta del ministero dell'Agricoltura di Adis Abeba la Bho Agro Plc, che ha ottenuto 27 mila ettari in cui coltivare piante per biocarburante; stesso scopo del Ruchi Group, che si è assicurata 25 mila ettari. Bottini non indifferenti che scompaiono di fronte ai 300 mila ettari che il governo etiope ha concesso a Karuturi per coltivare cereali. In fila, c'è anche la Verdanta Harvest Plc, in trattative per poco più di cinquemila ettari per avviare una piantagione di thé, in un'area sulla quale si estende la foresta di Godere.
E proprio quest'ultima concessione ha messo in moto un tentativo di reazione da parte della popolazione della regione, che ha raccolto 1500 firme e le ha fatte arrivare al presidente Wolde-Giorgis Girma perché fermi lo scempio. Con poco successo, pare, perché il premier Meles Zenawi e il suo ministro dell'Agricoltura, Derebrew Tefera, sono intenzionati ad andare avanti. La vicenda però accende una luce su questione spesso dimenticata, quella riguardante i diritti delle popolazioni che vivono su quelle terre. Hanno voce in capitolo nelle trattative o sono saltati a pié pari da governi che hanno una concezione privatistica delle risorse naturali che dovrebbero amministrare a beneficio di tutti? La seconda risposta purtroppo è quella esatta ... molto spesso, si tratta di contratti opachi, firmati da ministeri o agenzie governative, dopo negoziati con i soli acquirenti e con i mediatori, ... senza che la popolazione sia consultata o, ingannandola, quando un parere viene chiesto. Anche perché, come nel caso etiope, in alcuni Paesi la proprietà privata della terra è vietata per legge. Lo stato è l'unico proprietario e può darla in affitto per periodi piuttosto lunghi, che in genere vanno dai 30 ai 50 anni. Ne consegue che i contadini e i pastori locali possano essere espropriati con un tratto di penna e senza poter far nulla.
Per loro, vale il diritto ancestrale, che li fa sentire tranquilli: "Questa è la terra dei miei nonni, che l'hanno avuta dai loro nonni, quindi questa terra è mia", pensano". (Peacereporter, Gambella nel cuore del land grabbing, in http://it.peacereporter.net/articolo/27344/Gambella,+Etiopia%3A+nel+cuore+del+land+grabbing
T. Signore, tua è la terra, tua è la vita, tuo l'amore. Signore perdonaci quando ti derubiamo per riempire di morte ossa l'oro dei nostri idoli. 
Signore, per tuo Figlio Amato, Gesù il nostro Re, strappaci questi furti e restituisci le vite, le terre e l'amore ai tuoi poveri.







L. "R. – Il “land grabbing” riassume due fenomeni: uno è quello dell’accaparramento di terra attraverso gli investimenti fatti da banche, assicurazioni internazionali, fonti di investimento nazionali. L’altro è quello dell’accaparramento di terra ed investimenti che avvengono attraverso politiche.
D. – Qual è lo scopo?
R. – Diciamo che il primo scopo è quello di investire delle risorse finanziarie in attività che producono, in prospettiva e con certezza, profitti. Per esempio, acquistare la terra in Africa per produrre cibo è un ottimo affare, perché malgrado la sicurezza alimentare sia molto importante in Africa, sappiamo già che - all’orizzonte del 2025 – il continente africano, grosso modo, raddoppierà la sua popolazione. E’ chiaro quindi che si tratta di un affare certo. Il secondo elemento è che quando si compra della terra, non si compra solo la terra. Si compra il suo uso, la sua acqua, la sua biodiversità e magari si comprano anche le persone che ci stanno sopra, quindi si compra il lavoro.
D. – In sostanza, il primo grosso danno è quello di rendere inaccessibile la terra ai piccoli coltivatori ed allevatori ...
R. – Sì. Il primo danno assoluto è questo. Non va poi dimenticato che spesso si parla di terre prive di abitanti, che in quel momento sono utilizzate da pastori. Ci sono 600 milioni di persone che vivono di pastorizia e che si nutrono grazie ai risultati dell’allevamento nomade. 
D. – Questo avviene spesso con la complicità dei governi, che permettono questi tipi di acquisti ...
R. – Sì. Dire complicità è però un po’ poco. Questo avviene su richiesta e attraverso meccanismi di corruzione per cui i beni pubblici – quelli coperti da diritti collettivi o comunque dello Stato – vengono venduti e i proventi incassati dalle elite locali. Quindi modificano le leggi, gli accordi internazionali e le regole del gioco per poter continuare ad espellere i produttori di cibo dalle loro terre.
D. – Il problema riguarda solo i Paesi in via di sviluppo, o riguarda anche i Paesi già avanzati ed industrializzati? Insomma, in Europa conosciamo il fenomeno del “land grabbing” o no?
R. – Sì, conosciamo due forme di “land grabbing” altrettanto gravi. Da una parte, abbiamo un processo di acquisizione di terre di grande scala rispetto alla dimensione dell’Europa. Per esempio, in Italia chi compra a 500 ettari, compra una grande scala, non siamo in Sudan. Lo stesso vale per chi compra la terra in Ungheria, in Bulgaria, in Ucraina, in Bielorussia, in Polonia dove si comprano lotti a ventimila ettari, a cinquantamila ettari. Questo è un fenomeno visibile, che è documentato. I fondi di investimento fanno questo, le banche fanno questo, i capitali di industria fanno questo, i grandi potentati dello Stato fanno questo e anche i grandi agricoltori. Ma non è la parte più grave: la parte più grave è il processo di concentrazione della terra in poche mani, ma questa concentrazione della terra significa anche concentrazione delle produzioni. Quindi, la creazione di grandi aziende non dà come risultato un’agricoltura più ricca, ma dà come risultato sicuramente un’agricoltura più povera in termini di addetti, in numero di aziende, in presenza sul territorio." (cp - "Land grabbing": le ong denunciano alla Fao i danni dei nuovi latifondi, in http://www.news.va/it/news/land-grabbing-le-ong-denunciano-alla-fao-i-danni-d)
T. Signore, tua è la terra, tua è la vita, tuo l'amore. Signore perdonaci quando ti derubiamo per riempire di morte ossa l'oro dei nostri idoli. 
Signore, per tuo Figlio Amato, Gesù il nostro Re, strappaci questi furti e restituisci le vite, le terre e l'amore ai tuoi poveri.







C. Signore pietà di noi! Signore, vieni presto in nostro aiuto!  
Salva la nostra vita dalla cieca malvagità dell’egoismo, salva il nostro cuore dalla brutale stupidità del male. Salvaci, Signore Santo, dalla miseria dei nostri cuori che spogliano i poveri della loro vita e della loro stessa memoria per arricchire demoni privi di vita. Aiutaci a donare le nostre vite senza contraccambio, facci essere felici di quello che Tu, Signore Santo, ci doni e lascia che viviamo insieme alla mille diversità e ricchezze della vita che tu hai voluto. Rendici casti e poveri, nei cuori, nel corpi, nelle mani, nelle proprietà. 
Aiutaci ad essere ricchi soltanto di quello di cui era ricco tuo Figlio, l'Amato.
T. Custodiscimi come pupilla degli occhi, Signore, proteggimi all’ombra delle tue ali.
C. Accogli, Signore, la causa di questi deboli spogliati delle loro terre antiche, difendi le case e le loro famiglie, proteggi le vite e gli amori di questi tuoi piccoli. Aiuta queste terre derubate a rivivere nel lavoro dei suoi figli, lavoro libero dalla brutalità di padroni insensati; libera queste tue pecorelle dei mostri rapaci e avidi le divorano, impedisci gli omicidi contro di loro. 
Fammi impedire, Signore, la violenza contro le donne, i bambini, gli uomini, le case ed i sorrisi di queste sorelle e fratelli che stiamo derubando di tutto. Rendimi capaci di evitare tutte queste barbarie dovute al nostro egoismo ed alla nostra cecità.
T. Custodiscimi come pupilla degli occhi, Signore, proteggimi all’ombra delle tue ali.
C Gesù, Re giusto e mite, tu sei stato caduto sulla strada del tuo martirio per la nostra liberazione, schiacciato dalla cattiva violenza del male di cui siamo capaci, violenza che noi facciamo senza renderci conto di quel che facciamo, muti e sordi davanti alle urla di dolore di tutte queste persone sofferenti per la quantità e la ferocia del male che provochiamo loro. 
Aiutaci, Signore Gesù! 
Dall’alto della tua Croce aiutaci, Signore Gesù, Maestro Amato e Re Sposo, aiutaci ad essere pace, ad essere perdono, ad essere dono di noi stessi senza pretendere contraccambio.
T. Custodiscimi come pupilla degli occhi, Signore, proteggimi all’ombra delle tue ali.



Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.
Stabat mater dolorosa,
iuxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.











A lungo si parlo di te attorno ai fuochi
dopo le devozioni della sera
in queste case grige ove impassibile
il tempo porta e scaccia volti d'uomini.

Dopo il discorso cadde su altri ed i suoi averi,
furono matrimoni, morti, nascite,
il mesto rituale della vita.
Qualcuno, forestiero, passò di qui e scomparve.

Io vecchia donna in questa vecchia casa,
cucio il passato con il presente, intesso
la tua infanzia con quella di tuo figlio
che traversa la piazza con le rondini.


Mario Luzi, Parca-villaggio, 1935

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