Parlar del Paradiso ... dire di te

Mio Re, Signore Gesù.
Tu sei il Volto e la presenza di Dio, il Santo, la Luce inimmaginabile, l'Assoluto Potente. Il Padre.
Solo tu, mio dolcissimo e forte Re, solo tu ci porti a Lui.
Nessun altra strada è aperta a noi umani per arrivare alla Soglia di Dio, all'Amore Eterno, fonte illimitata e completa di ogni forma di esistenza e di vita.

Gesù mio.
Un vecchio bambino, un giullare dei nostri giorni invecchiato nel successo ma che è rimasto un bambino proprio nel suo essere giullare, continua a parlare di te. Ed ha parlato di te ricordando che bisogna parlare del Paradiso e non della politica, dicendo che un giornale cristiano è tale perché porta il tuo nome, cioè perché parla di Dio.
Quello che, secondo qualcuno, il tuo vicario ha già detto ripetutamente e (forse) sopratutto qui ... 
«Noi oggi abbiamo spesso un po' paura di parlare della vita eterna. Parliamo delle cose che sono utili per il mondo, mostriamo che il Cristianesimo aiuta anche a migliorare il mondo, ma non osiamo dire che la sua meta è la vita eterna e che da tale meta vengono poi i criteri della vita. Dobbiamo capire di nuovo che il Cristianesimo rimane un «frammento» se non pensiamo a questa meta … e dobbiamo di nuovo riconoscere che solo nella grande prospettiva della vita eterna il Cristianesimo rivela tutto il senso. Dobbiamo avere il coraggio, la gioia, la grande speranza che la vita eterna c'è, è la vera vita e da questa vera vita viene la luce che illumina anche questo mondo». (Dall’omelia per la S. Messa con la Pontificia Commissione Biblica, 17 aprile 2010) - (http://www.tempi.it/benedetto-xvi-ha-anticipato-adriano-celentano-di-due-anni)
... Ecco, mio Re, volevo solo far notare una cosa.
I giornali in questione, che tu conosci perché (tutto sommato) ti servono bene, sono anche luoghi dei poteri, luoghi dove si dispensano "poteri di questo mondo". Quindi luoghi inutili a te ed al tuo amore.

Bisogna dare a loro solidarietà contro Celentano? 
Bah, Amico mio, mi parrebbe di picchiare un bambino perché ha detto in pubblico che i genitori a casa fanno le scoregge.
Bisognerebbe, innanzitutto, insegnargli a non ripetere tutte le cose che  sente in casa tra papà a mammà.
Certo, mio Re, c'è anche un problema di luoghi comuni ... ho cambiato idea su Avvenire frequentandolo in questi anni pieni di te, Amore Gesù, ma prima ne avevo una opinione tipo quella di Celentano. Parla di politica ed è inutile alla fede.
Eppure c'è un problema, molto più delicato e grave, di pastori e di pecore.
Perché ho l'impressione, mio Re, che si confonda, spesso (e non "sempre" e neppure "molto" spesso, ma "spesso" e basta), il ruolo di pastore con il ruolo di dirigente.
Tu lo sai, Amico mio, sono due cose, in antropologia ed in teologia, ma nella tua stessa vita completamente diverse e, perfino, opposte.
Un pastore di un gregge non è il dirigente del gregge. È il suo custode, contro il male. È il suo allevatore, "sua madre", per il bene. 
La sua relazione con il gregge è di "aiuto" reciproco: lui aiuta il gregge ed il gregge aiuta lui, in modi ovviamente diversi.
Poi ci sei tu, Gesù mio, che rendi questa cosa del Pastore molto più radicale, e infinitamente più bella. 
Perché ci vuoi come te, tutti come il "bel" pastore, e quindi coraggiosi e coraggiose, forti, teneri e tenere, materne e materni, attenti e silenziosi.
Come te, Re Sposo.
Gesù mio, tutto questo è "elementare" nell'ascolto della tua "bella notizia".
Ma, allora, se questa cosa "elementare" viene scordata da un Celentano qualsiasi la colpa NON è di Celentano.
Invece di qualche pastore che si è messo a fare il dirigente, sbagliando tutto nella vita.
E non faccio nomi, mio Re, e non perché ho paura di farne. 
Non faccio nomi perché non posso, davanti a Te, Gesù di Nazareth, Cristo di Dio, suo Figlio, fare un qualsiasi nome e neppure quello che mi sembra più ovvio. 
Perché sbaglierei di sicuro. 
Perché, se giudico col tuo metro, io sono l'unico capro che tu devi scartare e tutti gli altri sono affidati al tuo amore.
Ma l'analisi non è sbagliata e tu lo sai, mio Re di un Regno di Dio dove, e forse ha ragione il bambino Celentano, si "parla troppo di politica" e troppo poco di Dio.

Gioia in Te Risorto

ciao
r








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