26 novembre 2011, sabato della XXXIV settimana del tempo ordinario

"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo»." (Lc 21,36) 
















«Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».




Mio Re, ecco il nostro percorso insieme in questo tuo Anno liturgico, è terminato.
Ho scoperto una minima parte della grandezza e delle bellezze del tuo Amore, che descrive e racconta l'Amore sconvolgente del Padre Madre Amore, il Dio UniTrino, l'Infinita Bellezza quieta, l'Incendio d'amore divorante.
La nostra vita dev'essere preghiera, Amico mio, preghiera ininterrotta, che non sosta mai, che ti chiama sempre in causa e che, in ogni momento, ti racconta cosa sta succedendo e, qualsiasi cosa stia succedendo, ti ringrazia e rende grazie al Padre, protesta con te e rende grazie al Padre, ti chiede aiuto e rende grazie al Padre, si rivolge alla tua ricchezza per un dono ed un prestito d'amore e rende grazie al Padre.
Perché quello che ci hai insegnato, mio Re, sei solo tu stesso.
Tu, presente nella tua Chiesa e nella Tua eucarestia e nella Tua Parola, tu vita della nostra vita, tu vivo nei poveri e negli sconfitti, tu l'amore che ci fa vivere.
Tu, nostro Re, che con pazienza e dolcezza ci porti al Padre e rendi grazie a Lui del Suo Amore per noi.


ciao
r

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