19 novembre 2011, sabato della XXXIII settimana del tempo ordinario

"In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda." (Lc 20,27-40) 














«Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».


Mio Signore e mio Dio Gesù, Re Sposo, tu lo sai e tu ce l'hai detto. In te e nel Padre, nell'Amore vivente dello Spirito, non moriremo mai perché DIo è Amore che vive, Amore che fa vivere chi ama e proprio perché lo ama.
Mio buon Gesù, mio bellissimo Signore, fammi restare vicino a te, perché solo così resto vicino alla vita che ama per sempre.
Perché solo tu sei vita e amore.




ciao
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