18 novembre 2011, venerdì della XXXIII settimana del tempo ordinario

"In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo."  (Lc 19,45-48) 
















"Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo."




Tu insegni, Gesù mio, e la tua parola arriva sempre al cuore.
Ma troppo spesso non riesce a fermarsi e crescere perché il nostro cuore è troppo secco, troppo poco bagnato dalle lacrime e quasi nulla riscaldato dalla gioia.
I capi e gli intellettuali di questo mondo tentano sempre di chiuderti la bocca, di non farti parlare, perché il tuo insegnamento è così bello che vogliamo continuare ad ascoltarlo. Ma ci serve il tuo aiuto, mio Re, perché il nostro cuore deve diventare di carne, per poter ospitare una parola così calda e libera come quella che tu ci regali.
Signore Gesù, aiutaci a diventare fertili per poterti ospitare, facci diventare fecondi perché la tua morte possa diventare vita dentro di noi.




ciao
r

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