12 ottobre 2011, mercoledì della XXVIII settimana del tempo ordinario

"In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!»."  (Lc 11,42-46) 


















«Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».




Ecco un rimprovero, Gesù mio, che tocca direttamente ciascuno di noi. 
Non dobbiamo mai caricare qualcuno di pesi che non è in grado di sopportare. Non dobbiamo mai mettere la Legge, qualunque essa sia, davanti alla realtà della vita. Perché è la vita che conta, mio Re, e la vita che va vissuta nell'amore, cioè nel dono di sé. 
A partire dai pesi che ciascuno di noi è in grado di portare e sapendo, come ci insegni tu, che i pesi portati insieme sono molto più leggeri di quelli che vengono caricati sopra le spalle di una sola persona.
Mio Re, Gesù Signore, aiutaci a mettere al centro della nostra vita la tua realtà di amore e di Signore dell'Amore, la tua scelta del dono di sé per avere in cambio, dal Padre, il dono totale di sé che Dio fa di se stesso ogni giorno e nell'Eterno del suo Amore.
Aiutaci a non privilegiare mai la Legge rispetto all'Amore Dio, che tutto vuole nel suo grembo per amare e farsi amare.




ciao
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