5 settembre 2011, lunedì della XXIII settimana del tempo ordinario

"Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. 
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. 
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. 
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù."  (Lc 6,6-11)












«Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».




Gesù, Signore, mio Re, aiutaci a seguirti e a non mettere le nostre mascherature della Legge di Dio davanti e prima dell'amore.
 L'amore cura e guarisce, ogni momento in cui ce n'è bisogno, senza badare se è contro la legge, guarire quella persona o guarirla in quel momento ed in quell'occasione.
La nostra finzione ipocrita di legge dice che ...  sì, certamente, dobbiamo guarire ed avremo guarito, ci saremo occupati del caso; peccato sia arrivato proprio oggi che è domenica, che è sabato, che è venerdì, proprio oggi che sono convocato, che sono chiamato, che devo occuparmi d'altro ... peccato che non posso occuparmi del caso perché la mia etica me lo vieta.
Tu guarisci quando te lo chiediamo, noi invece ci sentiamo come te nel Tempio e ci mettiamo a pronunciare sentenza di vita e di morte, senza amare e senza amore.
Signore Gesù, ti preghiamo, guariscici.
Facci come te, solo Amore.


ciao
r

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